Salernitana, il Mantova ne fa tre. Crisi profonda
La Salernitana incassa la venticinquesima sconfitta stagionale e continua l’agognato percorso che la condurrà, si spera, a disputare il campionato di Lega Pro. L’ Arechi, una volta fortino inespugnabile, è divenuto un vero è proprio centro di beneficenza, al quale si recano tutte le squadre in cerca di punti. La fortunata di giornata è il Mantova: la squadra virgiliana, con i tre punti conquistati in terra campana, fa un bel balzo in avanti e adesso, può sperare maggiormente di conquistare la permanenza in serie cadetta “Salerno ringrazia gli ultras d’Italia. Siberiano in eterno” : con queste parole la curva di casa ha voluto ringraziare le tifoserie di tutta Italia per la solidarietà espressa in seguito alla morte del “Siberiano”.
La tifoseria virgiliana, invece, appena le squadre hanno fatto il loro ingresso in campo, ha invitato i propri calciatori a tirare fuori gli attributi.Come ormai da copione durante questa stagione , parte meglio la Salernitana, che, disputa quindici minuti di buona fattura, andando vicina al goal per ben due volte con i soliti Dionisi e Merino. Nonostante il buon gioco dei campani, però, a passare in vantaggio sono gli ospiti: al
28’ Fusco spinge in area Pellicori Valeri assegna la massima punizione ai virgiliani; dagli undici metri Caridi batte con grande freddezza Iuliano e porta i biancorossi in vantaggio. La Salernitana, però non ci sta, e tre minuti più tardi, va vicina al pari con Merino, che, da buona posizione calcia alto sulla traversa. I granata continuano a costruire gioco e al 35’ riagguantano il risultato: Tricarico dalla trequarti lancia Dionisi che stoppa di prima, salta Gervasoni e con uno splendido destro a girare sul secondo palo fa secco Bellodi, meritandosi gli applausi dei pochi spettatori presenti. Passano soli cinque minuti è il Mantova passa nuovamente: erroraccio di Fusco che si fa rubare palla sulla trequarti da Locatelli, che, involatosi in solitaria verso l’area, viene steso all’altezza della mezzaluna da Tricarico. L’arbitro è costretto ad applicare il regolamento e ad espellere il centrocampista granata. Sul seguente calcio di punizione, con grande facilità, Locatelli trasforma magistralmente. Al termine del primo tempo, la tifoseria campana contesta a suon di fischi il capitano Fusco, reo, a parer loro, di non onorare la casacca granata; il difensore esce furioso dal campo levandosi la maglietta, non prendendo parte alla seconda frazione di gioco. Avarissimo di emozioni il secondo tempo: succede tutto in dieci minuti; al 51’il fantasista peruviano Merino, perde la testa e rifila un calcione da dietro a Gervasoni, guadagnandosi la doccia anticipata. Giusto due minuti più tardi, arriva il goal che chiude la partita : Caridi, da posizione defilata calcia a rete, Iuliano respinge goffamente sui piedi di Pellicori che è lesto ad insaccare. Il Mantova, una volta messo al sicuro il risultato, preferisce non infierire sull’avversario e si limita soltanto a controllare il risultato. C’è tempo soltanto per vedere scorrere in curva degli striscioni rivolti al presidente Lombardi: in alto a sinistra, campeggiava l’ormai noto “Società indegna”; nel settore inferiore, invece, srotolati in successione un “Non staremo a guardare: a Vallo ti verremo a cercare…Vattene!” e un coreografico “In fumo come tutte le promesse”, accompagnato da un denso fumo causato dai fumogeni.


