RICORSI E NOVITA'
La sconfitta più bruciante, l'umiliazione più pesante si è consumata a Roma, dinanzi alla Corte Federale dove la Salernitana, unitamente al Potenza, era stata trascinata dal procuratore federale Stefano Palazzi. La pesante accusa di combine relativa alla gara del 24 aprile 2008, più volte minimizzata, quasi irrisa dal presidente Antonio Lombardi e dal suo entourage, è stata invece conclamata dai fatti, dal giudizio della Corte. Per i giudici romani quel giorno, a Potenza, si consumò una combine così come da tempo sostenuto da Stefano Palazzi, puntiglioso e scrupoloso nella costante ricerca di prove a supporto della sua tesi. Conseguenziali le pene comminate dalla Corte: radiazione del Potenza, penalizzazione di sei punti per la Salernitana.
Per il club di Lombardi già protagonista di una stagione fallimentare, con una retrocessione maturata sul campo, assediato da vertenze e creditori, la sentenza della Corte di Giustizia Federale suona come una condanna definitiva, anche se il club granata proverà a ribaltarla proponendo un disperato ricorso all’Arbitrato del Coni. Una pietra tombale sulla credibilità del club ora marchiato anche da un'accusa infamante, quella di aver aggiustato quel campionato. Attese in giornata le decisioni del presidente Lombardi che, preso atto del pesante responso dei giudici romani, potrebbe anche decidere di dimettersi a prescindere da quello che sarà l'esito della trattativa di cessione del club in corso con la Meleam. «A questo punto - dice l'addetto stampa del Centro di Coordinamento Salernitana Club, Massimo Grisi, interpretando il pensiero della stragrande maggioranza della tifoseria granata - crediamo che la gestione Lombardi sia definitivamente giunta al capolinea. Si impone da parte sua una decisione definitiva e non più procrastinabile. La sentenza di Roma ha macchiato anche l'unico risultato di cui lui poteva andar fiero. Per lui è scaduto il tempo, deve definitivamente passare la mano».
Angosciata, martoriata, ora anche umiliata, la tifoseria granata ha così vissuto l'ennesima giornata di passione culminata in serata con la sconfitta a Cittadella nell'anticipo della trentesima giornata del campionato cadetto. All'oscuro di quanto successo nel tardo pomeriggio a Roma, del pesante colpo di scure inferto dalla Corte federale alle ultime, residue, chances di salvezza, la squadra granata, affidata alle cure di Cerone, si è arresa ai veneti di Foscarini senza neanche lottare, facendo registrare un altro passo all'indietro sul piano del gioco e delle motivazioni. Decisivo un gol di Ardemagni al tredicesimo del primo tempo, rete nata da una colossale disattenzione difensiva. Sconfitta in aula e sul campo, a questo punto retrocessa quasi matematicamente - ora il distacco dalla zona salvezza dista 18 punti - la Salernitana s'interroga concretamente su quello che potrà essere il suo destino a prescindere da quelle che saranno le decisioni di Lombardi. Ci sarà un futuro per il club granata?


