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QS - Reggiana, Bisoli è un uragano: "Se non ci salviamo, sbatto la testa contro il muro. So che farò dei 'morti', ma non m'interessa. Chi non corre, non gioca"

QS - Reggiana, Bisoli è un uragano: "Se non ci salviamo, sbatto la testa contro il muro. So che farò dei 'morti', ma non m'interessa. Chi non corre, non gioca"TuttoB.com
Bisoli
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:52Reggiana
Marco Lombardi

Presentato Pierpaolo Bisoli, neo allenatore della Reggiana. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni riportate da Francesco Pioppi sul Quotidiano Sportivo.

Mister Bisoli, la missione è difficilissima: perché ha scelto di accettare questa sfida?

"Ho visto la squadra varie volte, quando avete vinto a Cesena e col Bari all’andata. Poi con l’Empoli… Ho sempre pensato che fosse il mio tipo di squadra, per la gamba, la corsa. Quando mi è arrivata la proposta ho fatto i salti di gioia".

Quindi avrebbe detto sì anche a febbraio? Oppure aspettava altri club?

"Sarei venuto in bicicletta…".

Prime impressioni?

"Ho visitato il centro sportivo e appena sono tornato a casa ho detto a mia moglie che se non riesco a salvare la Reggiana dovrò sbattere la testa contro il muro. Qui c’è tutto per fare qualcosa d’importante anche l’anno prossimo".

Meglio non guardare troppo avanti.

"No, ma ve lo dico già: qui con 2-3 rinforzi mirati si può fare un campionato tra l’ottavo e il tredicesimo posto. Fatemi però dire una cosa che mi sta a cuore…". Prego.

"Conoscete il mio carattere, so che sono stato antipatico a molti di voi sia da giocatore sia da allenatore avversario, ma adesso sono il primo tifoso della Reggiana. Mi sono messo la tuta e me la toglierò solo quando avrò portato la squadra alla salvezza. E se un giorno mi vedrete con la giacca in panchina significa che c’è qualcosa che non va".

Qual è la ricetta per salvarsi?

"Io tirerò una riga, se qualcuno va oltre a quella, con me ha chiuso. Sono consapevole che farò dei ‘morti’, ma non m’interessa. D’ora in poi soltanto la famiglia dev’essere al di sopra della Reggiana. E poi voglio che i ragazzi passino insieme più tempo. Sapete quante cene insieme hanno fatto fin qui?".

Ce lo dica lei.

"Zero. Con me non esiste, ne voglio almeno una a settimana. Se vinciamo la offro io, altrimenti fanno la colletta e la pagano loro. Sono momenti importanti, in cui magari saltano fuori delle cose che altrimenti ti tieni dentro. E parlo anche di situazioni di campo".

Vero, ma soltanto con le cene non ci si salva: che idea tattica ha in mente?

"Però non ci si salva neanche con gli schemi… Comunque io non ho segreti e non faccio pretattica. Non ho filtri, magari litigheremo, ma ci diremo sempre le cose in faccia: il vestito ideale per questi giocatori è il 4-2-3-1". Come ha trovato la squadra? "Ho parlato a qualche singolo, ne conoscevo sei: Seculin e Bozhanaj dal Modena, Rover e Belardinelli dal Südtirol e Papetti e Bertagnoli dal Brescia. Poi li ho incontrati tutti stamattina (ieri, ndr). È sicuramente una squadra depressa, ma che ha della qualità. La prima cosa da fare è resettare la testa, perché parte tutto dalla ‘centralina’. E poi dobbiamo iniziare a vincere i contrasti: con l’Entella ne abbiamo vinti tre. Poi un’altra cosa…".

Prego.

"I miei calciatori non stanno per terra. Restano in piedi e corrono. Chi non corre, non gioca. Tanto lo so che ho l’etichetta del catenacciaro, non m’interessa. Ho sempre giocato con tanti attaccanti, ma fa lo stesso…".

 

[...]

 

Ha posto delle condizioni alla società per quel che riguarda la gestione quotidiana?

"Loro sanno che alleno anche una sedia, però la sedia la metto dove voglio io. Mi possono dire anche come mi devo vestire, ma il resto è compito mio".

Chiarissimo e anche opportuno, visto che ultimamente si percepiva un po’ troppa commistione dei ruoli. Ha già fatto un ‘voto’ in caso di salvezza?

"Ci devo ancora pensare, ma sicuramente lo farò e mi piacerebbe coinvolgere tutti. Anche voi giornalisti...".

Anche i tifosi dovranno continuare a fare la loro parte.

"Assolutamente e bisogna che ci diano una mano già dalla prima partita col Pescara. Se vincessimo quella… Faremmo già un bel passo in avanti. Stiamo tutti uniti".