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ESCLUSIVA TB - Lupo: “Palermo, mancare la A sarebbe un flop colossale. Sudtirol e Mantova ‘underdog’. La maledizione della finale playoff? C’è una spiegazione psicologica… Samp, strategie confuse. Rabbi merita di più della C”

Esclusiva TB
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Marco Lombardi
Oggi alle 08:30Primo piano
autore Marco Lombardi
08.10.2026 08:30Primo piano
Fabio LupoTuttoB.com
Fabio Lupo
© foto di Federico Serra

Il conto alla rovescia è iniziato, la Serie B si prepara a riaccendere i motori. In vista della ripresa del campionato (domani è in programma Avellino-Sampdoria, anticipo della 6a giornata), il direttore sportivo Fabio Lupo ha tracciato un quadro della situazione, tra conferme, sorprese e scenari ancora tutti da scrivere.

Direttore, la maxi sosta per gli impegni delle nazionali rischia di aver danneggiato le squadre di testa?

“Difficile a dirsi, perché alcune squadre si ritrovano con giocatori infortunati, altre invece, hanno potuto recuperarli… Tendenzialmente, comunque, le squadre più forti sono anche quelle che hanno più giocatori in giro, quindi, almeno in linea teorica, sono le più danneggiate. Mentre le medio-piccole, avendo meno giocatori nelle nazionali, hanno meno problemi da questo punto di vista, sebbene non sempre sia così.

Fatto sta che queste soste hanno un valore diverso a seconda del momento in cui arrivano: per le squadre in difficoltà la sosta può essere un toccasana, viceversa per quelle in salute spezzare il ritmo può rivelarsi deleterio. Sarà il campionato a dire chi ne avrà tratto vantaggio o meno…”.

Il Palermo, quest’anno, non può sbagliare.

“Viene da una stagione negativa, ragion per cui non centrare la A un’altra volta sarebbe clamoroso, anche in considerazione degli sforzi compiuti dal club che ha costruito un organico molto ampio e di grande qualità. È impensabile che il Palermo possa non essere protagonista in questo campionato. Io credo che sia davvero l’annata decisiva: mancare la promozione, ripeto, sarebbe un fallimento colossale”.

Stentano le tre retrocesse dalla A.

“Effettivamente, per ora, sono la delusione di questo primo scorcio di campionato. Tutte e tre sono partite in modo farraginoso, la Cremonese addirittura ha già cambiato allenatore, ed è chiaro che da loro ci si aspettava un avvio diverso. La B, però, è un campionato talmente lungo ed equilibrato che le cose possono cambiare in qualsiasi momento, basti pensare che con 5 punti, oggi, sei nei playout e con 7 in zona playoff. Quindi è ancora presto per dare giudizi. E comunque alla lunga sono convinto che Pisa, Verona e Cremonese verranno fuori e lotteranno per la promozione. Certo, resta il fatto che l’inizio di stagione è stato oggettivamente al di sotto delle aspettative”.  

Quale potrebbe essere, invece, la squadra ‘underdog’ del campionato?

“Intanto c’è da dire che qualche squadra si sta già proponendo in questa direzione, avendo lanciato segnali precisi: mi riferisco in primis al Sudtirol e al Mantova, piuttosto che al Modena dal quale ci si poteva aspettare un avvio di stagione importante perché la squadra è forte e allenata da un tecnico bravo e molto promettente.

A Bolzano, in particolare, dopo la salvezza acciuffata per i capelli nei playout sono ripartiti forte grazie all’eccellente lavoro del direttore Lovisa e di Possanzini, che è un ottimo allenatore.

La presenza di Sudtirol e Mantova nelle zone nobili della classifica non è solo la conseguenza dei risultati ma anche del gioco espresso”.

La svolta internazionalista della Samp, attualmente quartultima, tarda a produrre risultati concreti.

“Purtroppo è così. Spiace per la Sampdoria, club nel quale ho lavorato e di cui conosco bene l’ambiente e la tifoseria. So quanta tradizione si respira in casa blucerchiata, ma anche quest’annata, come le ultime, non è cominciata nel migliore dei modi.

Per l’affetto che nutro verso la Samp, mi auguro che possa riprendersi presto e tornare ai fasti di un tempo, benchè al momento, lo dico con grande onestà, non mi pare ci sia grande chiarezza a livello di strategie. La classifica è eloquente”.            

La maledizione della finale playoff rischia di abbattersi anche sul Catanzaro?

“C’è una spiegazione psicologica molto semplice: dopo quelle finali lì, spesso, si tende a pensare più a dove si sarebbe potuti essere che a dove ci si trova realmente, ovvero in Serie B. Che è un campionato insidiosissimo. Però sono certo che Polito, uno dei migliori direttori sportivi in circolazione, saprà toccare i tasti giusti per evitare che il Catanzaro possa ripetere il percorso accidentato del Bari, dopo la finale persa all’ultimo respiro con il Cagliari”.

Dopo la Cremonese (Giampaolo silurato addirittura alla seconda di campionato), anche Carrarese ed Empoli hanno cambiato guida tecnica: sono sufficienti 5 giornate per valutare l’operato di un allenatore?

“Non sono tanto le 5 giornate di campionato, quanto piuttosto il percorso della squadra dal primo giorno della preparazione, quindi 2 mesi e mezzo, quasi tre, di lavoro. Bisogna avere il polso della situazione nella quotidianità per intercettare quei segnali che derivano da un certo tipo di andamento, al fine di capire se proseguire o meno con un allenatore. Vero è che a volte ci si fa influenzare dai risultati e si ignorano i segnali, però tre mesi di lavoro sono un parametro sufficiente per esprimere una valutazione”.     

Nell’estate del 2022 lei, in qualità di direttore tecnico della Spal all’epoca in Serie B, portò a Ferrara un giovanissimo Simone Rabbi, oggi bomber tra i più prolifici della C: è un giocatore pronto per il ritorno tra i cadetti?

“Si tratta di un ragazzo che ha fatto, finora, una carriera inferiore a quelle che sono le sue potenzialità, ma può ancora costruirsi un futuro importante. Meriterebbe un palcoscenico differente. Già l’anno di Ferrara però, nonostante le difficoltà della squadra, aveva fatto bene. È strano che un attaccante del suo valore sia stato trascurato, nelle stagioni successive, dalle categorie che contano, in particolare dalla Serie B che rientra assolutamente nelle sue corde”.

    

  

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