ESCLUSIVA TB – Arezzo, Arena: “Abbiamo fatto sognare una città intera. Il sinistro del 2-1 contro la Torres? Dentro ci ho messo tutto me stesso. Tornare in B ha un sapore speciale. Catania, manchi solo tu. Io, Bucchi, Pattarello e la Supercoppa"
Un gol pesante, quasi liberatorio, nella partita che valeva un’intera stagione. Il sinistro chirurgico scoccato dal piedino educato di Alessandro Arena ha scacciato le paure e dato l’abbrivio alla vittoria (3-1) dell’Arezzo ai danni della Torres, valsa il ritorno degli amaranto in Serie B a distanza di 19 anni dall’ultima apparizione. Ai microfoni di TuttoB, è intervenuto il 25enne attaccante siciliano.
Alessandro, vi siete già ripresi dai festeggiamenti?
“Ci stiamo riprendendo proprio in questi giorni, dopo una festa lunga e bellissima. Vedere tanta gente così felice per un traguardo che mancava da quasi 20 anni, non ha prezzo. Siamo riusciti a fare emozionare una città intera e ne siamo orgogliosi”.
A chi dedichi la promozione in Serie B?
“Innanzitutto a me stesso, perché sono stati mesi difficili, di grande lavoro. La concentrazione ha fatto la differenza in questi momenti. E poi la dedica va alla mia famiglia e alla mia ragazza, che erano presenti domenica in tribuna e mi sono sempre stati accanto: il loro supporto mi ha dato forza nei momenti più complicati. Infine ringrazio i miei compagni, la società, lo staff e tutti i tifosi. Anche se sono arrivato solo a metà stagione, ho subito trovato un gruppo unito che mi ha accolto a braccia aperte”.
Cosa c’era dentro quel tiraggiro con cui hai siglato il nuovo vantaggio amaranto (2-1) contro la Torres?
“Ci ho messo tutto me stesso. Ancora oggi fatico a spiegarmi come la palla sia entrata. Dentro c’era tutta la voglia e la fame di raggiungere quell’obiettivo che l’Arezzo inseguiva da tempo”.
Un passo indietro. Dopo il rocambolesco ko interno (1-2) nello scontro diretto con l’Ascoli, avete temuto per un attimo di non farcela?
“C’era un po’ di rammarico dopo la partita, non nego, però non abbiamo mollato un centimetro e già l’indomani siamo ripartiti a testa bassa, con ancora più determinazione, perché non potevamo fallire”.
Con la promozione in Serie B è scattato l’obbligo di riscatto del tuo cartellino da parte dell’Arezzo. Torni in quella Serie B che hai già frequentato con Pisa e Carrarese: una rivincita?
“Dobbiamo essere obiettivi: il calcio è fatto di alti e bassi e ogni esperienza ti lascia dentro qualcosa. Al Pisa posso dire solo grazie perché, lavorando con grandi professionisti, mi ha fatto crescere tanto sia come giocatore che come uomo. Tornare in B con l’Arezzo ha un sapore speciale e adesso voglio godermi al massimo questa opportunità”.
Quanti meriti ha mister Bucchi in questa impresa?
“Tantissimi perché, pur non essendo semplice, è stato bravo a valorizzare tutta la rosa a sua disposizione e a tenerci sempre compatti. Questo ha fatto la differenza”.
Sei sceso a gennaio dalla B e hai trovato nel tuo ruolo uno dei big della categoria: com’è stata l’alternanza con Pattarello?
“Ringrazio Emiliano, che stimo enormemente perché oltre ad essere un giocatore fortissimo è anche una persona speciale. L’alternanza è stata stimolante, ha fatto bene ad entrambi e ci ha fatto crescere. Mi auguro che in futuro ci sia anche la possibilità di giocare insieme”.
Quanto tenete all’accoppiata campionato-Supercoppa?
“Ci teniamo tanto… Quando arrivi a questo punto, vuoi portare a casa tutto. Sarebbe il modo migliore per chiudere una stagione già straordinaria”.
Vicenza, Benevento e Arezzo promosse in Serie B: e la quarta?
“Da siciliano, cresciuto nelle giovanili del Catania, spero che i rossoblù possano farcela. Ad ogni modo, vinca il migliore”.


