La Nazione: "Pisa, giocatori e trattative: i nodi da sciogliere"
"Giocatori e trattative: i nodi da sciogliere", titola La Nazione.
Continuità o rifondazione? E’ il dilemma del Pisa dalla cintola insù. Con una consapevolezza: qualunque sia la strategia, per realizzarla occorre lavorare ventre a terra da subito perchè di lavoro da fare, in entrambe le ipotesi, ce n’è parecchio e il tempo già comincia a stringere visto che il 12 agosto sarà campionato. Muoversi nel solco della continuità con il reparto offensivo ridisegnato a gennaio, infatti, significa rimettersi subito al tavolo delle trattative con Sampdoria, Reading e Crotone e ridiscutere dei cartellini di Torregrossa, Puscas e Benali. Tutti e tre, infatti, a gennaio sono arrivati in prestito con obbligo di riscatto in caso di serie A, eventualità che, però, non si è verificata. Per altro le cifre pattuite per trattenere i giocatori all’ombra della Torre in caso di promozione, almeno per i primi due, sono quasi proibitive per la maggior parte dei club del campionato cadetto dato che si aggirerebbe attorno ai tre milioni per Torregrossa e ai cinque per Puscas (foto). E’ evidente che un’eventuale intesa dovrà essere trovata a cifre più basse. Ma la trattativa, al riguardo, sarebbe in gran parte da ricostruire. Resterebbero, poi, da sciogliere i nodi Lucca e Cohen, ossia i due investimenti più importanti di un’estate fa (2,1 milioni per il primo e 2,5 per il secondo): con le eventuali conferme dei tre nuovi arrivi di gennaio, non si rischierebbero di riproporsi quei problemi di eccessiva abbondanza che si sono affacciati nella seconda parte della stagione, sia pure sempre ben gestiti da mister D’Angelo? Una domanda simile, per altro, si pone anche nel caso si scelga la strada della rifondazione: Lucca e Cohen, il primo con contratto in scadenza nel 2025 e il secondo nel 2026, saranno ancora parte del progetto? Se sì con che ruolo? Domande non banali considerando che il Pisa, almeno sulla carta, il prossimo anno non si nasconderà puntando dichiaratamente alla promozione in A [...].


