Pescara, Zeman: "Siamo in quattro, abbiamo il 25% a testa"
Ragni ha ancora fastidio ma in settimana si cercherà di recuperarlo, Insigne (la botta patita contro il Grosseto gli ha procurato gonfiore nella parte interessata) sebbene claudicante al pari di Immobile (il cui edema sta regredendo e, dopo un paio di giorni di allenamenti più blandi dovrebbe tornare regolarmente nei ranghi), ha disputato la parte iniziale della seduta odierna, quella atletica, con i compagni: sono queste le notizie che giungono dal Poggio degli Ulivi nel primo giorno della settimana che precede la sfida al Torino. Prima dell’allenamento ha preso la parola mister Zdenek Zeman.
“Sono contento per quello che sta facendo la squadra”, dichiara il boemo. “Siamo quattro squadre che si giocano due posti, abbiamo il 25% di possibilità l’uno”, dice riferendosi alla lotta infuocata al vertice mentre sul calendario, che molti opinionisti reputano difficile per il Pescara afferma che “tutte le partite sono da giocare, anche il Torino ha impegni difficili contro di noi e contro il Sassuolo ma sul campo tutte le partite possono diventare difficili. Tutte le partite da qua alla fine sono decisive. Pescara-Torino partita chiave? No. E’ la squadra del campionato più forte per rosa, società e blasone”. Sono stati già polverizzati tutti i tagliandi per il match: “è una cosa importante ed è una soddisfazione se riusciamo a portare tanta gente allo stadio”. Sul momento della squadra ribadisce: “ci stanno riuscendo tante cose, penso che la più grande differenza la sta facendo Insigne che prima aveva avuto qualche momento no ma che ha fatto 3 ultime partite eccezionali per me”. Lo convocherebbe in Nazionale Maggiore? “No. Non ha esperienza di grande calcio e non ha mai giocato in serie A”. Uno degli uomini più in forma è il danese Nielsen, 3 reti nelle ultime quattro partite: “mi ha impressionato per il tiro sin da quando è arrivato, le reti sono arrivate in altro modo ma mi aspetto da lui qualche gol da fuori area”. Chiude su Verratti, investito da molti dell’eredità di Pirlo: “se Pirlo smette a 38 anni penso che Verratti smette prima”, risponde con una gustosa battuta, “Pirlo non è tanto vecchio come sembra, gioca da tanto ma è del ’79. Penso che Verratti può fare quello che fa Pirlo, essere un riferimento della squadra come mediano e come regista: sul corto è eccezionale, sul medio bravino e sul lungo deve ancora migliorare molto. Tira poco in porta? A lui piace fare assist e far fare gol agli altri…”


