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Pescara, Zeman: lo sguardo enigmatico, specchio di un'anima da sognatore

Pescara, Zeman: lo sguardo enigmatico, specchio di un'anima da sognatore TuttoB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
autore
Daniel Woolley
giovedì 5 aprile 2012, 18:30Pescara

Un volto segnato dall’esperienza più che dall’età, un bagaglio di conoscenze che ha reso un figlio della Boemia un ambasciatore senza Patria nel Mondo del Calcio: Zdenek Zeman ha scelto Pescara, che a sua volta lo ha scelto come condottiero, per divulgare il suo ‘Verbo Calcistico’ fatto di spettacolo sul rettangolo verde ed etica fuori. Una nuova provincia di Zemanlandia è stata creata nella città di D’Annunzio e Flaiano per raccontare nuovi esaltanti capitoli del Romanzo Popolare che chiamiamo ‘Calcio’.

Da questi presupposti nasce l'articolo di una brillante studentessa del Liceo Classico cittadino, Alessandra Pelliccia, che pubblichiamo.

Lo sguardo assorto, prigioniero di un universo misterioso e inaccessibile, il volto impassibile, da giocatore di poker, le labbra contratte e tese a formare una fessura. Lo chiamano il “Maestro”. Si vocifera che un certo “Don Peppe”, un giorno, gli disse: “Vai e insegna”, dispensa gioia ed entusiasmo tra le tifoserie pescaresi. Dalla curva Nord, le voci adulte di chi è da una vita che sogna la Champions League, si uniscono a quelle docili dei bambini, che sulle spalle dei loro papà, sventolano la sciarpa biancazzurra, esultando e imitando i loro gesti di tifosi esperti. “Torneremo in serie A”. Zeman alimenta partita dopo partita le fantasie più bizzarre dei tifosi pescaresi, incoronando una stagione carica di aspettative e di successi, che già lo annoverano tra gli allenatori leggendari. Sull’onda della frenesia, continua l’arrembaggio delle maglie biancazzurre, che si riversano in campo con l’energia di una marea, travolgendo e ipnotizzando, burlandosi degli avversari con abili giochi di prestigio. Ma il vero spettacolo è il pubblico, quella macchia di colore tra gli spalti, che si confonde con l’azzurro del cielo, silenzioso e benevolo spettatore del lato più irrazionale e fanciullino dell’uomo, testimone inconsapevole di abbracci fraterni, spontanei. Perfino gli innumerevoli improperi e commenti poco felici, da stadio, sembrano uniformarsi a questa incantevole magia, orchestrata da un allenatore amato e rispettato, con la complice intesa di giovani dal talento cristallino, tanta forza nelle gambe, tanti sogni all’orizzonte . Ma il protagonista è lui, Zdenek Zeman. Un allenatore dalla dura disciplina, di poche parole. Mai un moto di esultanza tradisce il suo sguardo vitreo, impenetrabile. Eppure, in qualche angolo remoto e imperscrutabile del suo io, chissà come se la gode, al riparo dagli occhi indiscreti del mondo.

Fonte forzapescara.tv

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