Pescara, Zeman è già nella storia
Al boemo è capitato già altre volte. Quello di avere l'attacco più prolifico e la difesa più perforata è un evento che già si è verificato: a Lecce nel 2004-05, secondo miglior attacco (una rete dietro la Juventus) del campionato e peggior difesa, a Foggia nel 2010-11 maggior numero di goal segnati e maggior numero di goal subiti. A Pescara il trend intrapreso è più o meno lo stesso.
I biancazzurri hanno infilato la porta avversaria già 18 volte in questo avvio di stagione alla straripante media di 2.57 a partita. Sansovini e compagni però hanno subito anche già 16 goal (seconda peggior difesa dopo Empoli ed Albinoleffe).
C'è chi lo pronosticava sin dal suo arrivo e le conferme stanno pian piano arrivando, tanto che Zeman, è già, di fatto, entrato nella storia del Pescara.
Per trovare, alla settima giornata, un così ampio bottino di reti all'attivo, infatti, bisogna risalire quasi agli albori della società dannunziana.
Stagione 1951-52, allenatore Luigi del Grosso. In quella stagione, dopo sette turni, i pescaresi avevano realizzato 21 reti. Si era in Promozione Interregionale, altri tempi, altro calcio.
Zeman, dunque, meglio di Iaconi (2002-03), di Galeone (1999-2000 e 1991-92) e di Rossi (1996-97) che alla settima giornata contavano tutti, al massimo, 12 reti.
Meglio anche di Notti che nel 1955-56, in IV Serie, si fermò, dopo sette partite, a quota 17 ( 82 furono le reti complessive realizzate a fine torneo).
Il rovescio della medaglia è rappresentato dal numero di goal subiti: 16.
Un risultato peggiore il Pescara lo conseguì 19 stagioni fa. In A nel 1992-93 con l'avvicendamento Galeone-Zucchini in panchina, infatti, furono 19 le reti al passivo (ben 75 a fine campionato).
Il tecnico nativo di Praga ha fatto peggio, ad esempio, del quartetto Ballardini-Ammazzalorso-Vivarini-De Rosa che ha guidato i biancazzurri nella disastrosa annata targata 2006-07 (allora, alla voce goal subiti, la classifica indicava 11).


