Pescara, Zeman: "Abbiamo perso le misure ma ci riprenderemo"
Torna a prendere la parola Zdenek Zeman a più di 72 ore dalla sconfitta interna con la Reggina di Gregucci per analizzare motivi e cause della debacle biancazzurra nella prima delle tre gare consecutive tra le mura amiche. Sconfitta indolore visti gli altri risultati? “Per me no”, dichiara il boemo, “la squadra non è riuscita a fare quel che doveva, specie nel primo tempo: troppa confusione e poca convinzione. Dobbiamo capire che bisogna cambiare e tornare ai vecchi tempi: non ci abbiamo nemmeno provato”. Il risultato è figlio più dei meriti amaranto o dei demeriti pescaresi? “Per me la partita dipendeva da noi e non abbiamo fatto bene, nel secondo tempo abbiamo fatto qualcosa in più ma non in modo razionale. Abbiamo avuto qualche problema con l’infortunio di Nielsen e con il mezzo infortunio di Balzano che zoppicava, inoltre pensavo di dover sostituire Cascione ma ha stretto i denti. Abbiamo perso le misure e cercavamo di risolverla singolarmente. Ci sono tanti demeriti nostri, troppi”.
La pausa causa rinvii per neve ha spezzato il ritmo del Delfino: “cosa salvo? La voglia di recuperare anche se non era in modo organico e di squadra, solo singolarmente. A vedere la squadra abbiamo risentito della pausa, io pensavo di no, anche se a fine partita i giocatori della Reggina avevano i crampi e noi no. Mentalmente non siamo entrati nella partita e non abbiamo giocato il nostro calcio. Abbiamo perso alcuni meccanismi che dobbiamo ritrovare lavorando insieme e capendo dove si sbaglia”.
C’è subito il Sassuolo di Pea, big match di giornata in Serie B, per invertire la rotta e tornare a volare. “Tutte le partite sono importanti. Giocare contro il Sassuolo, per il tipo di squadra che è, è molto difficile: stanno chiusi ed è normale trovare delle difficoltà. Le palle inattive sono importanti, è questione di mentalità e concentrazione”. Zeman vs Pea, vale a dire due filosofie calcistiche opposte a confronto: “ognuno ha i suoi metodi ed i suoi modi, io vedo il calcio diversamente e non ho la sua mentalità”.
Chiusura affidata ai temi della settimana nell’universo calcistico nostrano: “l’evidenza non si può negare, il calcio ha perso di credibilità”, dichiara su Milan-Juve e sui polveroni mediatici e non scatenatesi da quella partita. “Tecnologia in campo? Io sono all’antica, sono contrario. La moviola è sempre parziale, non si possono vedere tutte le situazioni. Assistenti di linea? Sono comunque esseri umani, possono vedere o non vedere. La situazione di Milan-Juve era chiara a tutti, sento dire che si deve fermare Tagliavento ma non c’entra niente né sul primo né sul secondo episodio: c’erano gli assistenti”.
Notiziario. Si è allenato con il gruppo Matti Nielsen che sembra aver smaltito la botta che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca in avvio di match con la Reggina. Malconci ancora, ma non destano la minima preoccupazione, Cascione e Balzano. Caprari per una settimana dovrà portare un tutore per tenere bloccata la spalla mentre Brosco lavora per recuperare dall’infortunio.


