Pescara, Tognozzi: "Penalizzati dalle assenze"
Da aspirante grande a improvvisamente piccola. È la parabola discendente del Pescara, nonostante tutto ancora nell'alveo delle aspiranti ai play off. TMW in ESCLUSIVA ha parlato del momento dei delfini con Luca Tognozzi (33) , esperto faro del centrocampo abruzzese.
Luca, avete raccolto un punto nelle ultime quattro partite. Cosa vi sta succedendo?
"Vero, e in trasferta è anche peggio, perché è da Novara, prima della sosta, che non facciamo un punto, è difficile capire cos'è successo. Abbiamo giocato a Siena, Bergamo, Torino, dove ci può stare di perdere, anche se per quello che avevamo fatto fino a un mese fa non credevamo a un crollo del genere. Sabato col Padova abbiamo fatto male, ma negli ultimi mesi abbiamo avuto tantissime assenze che ci hanno penalizzato".
Quindi si tratta di un problema atletico dovuto al non rifiatare?
"Insieme all'Empoli abbiamo giocato il recupero che ci ha fatto giocare ogni tre giorni, in un periodo in cui eravamo abbastanza contati. Ogni squadra ha un calo fisiologico durante l'anno, noi lo stiamo accusando ora".
Il periodo di calo è però curiosamente coinciso con lo spargersi delle voci relative al vostro allenatore, messo su una mezza dozzina di panchine per l'anno prossimo.
"Non conoscevo neanche queste voci. Il problema è stato forse pensare di poter ambire a qualcosa in più della salvezza. Dovremmo prima salvarci, ci siamo trovati anche in zona play off e tutto l'ambiente si era un po' illuso. Facciamo questi dieci punti e salviamoci rapidamente, poi potremo ripensare ad altro".
Il vostro obiettivo a inizio stagione era appunto una salvezza tranquilla, e forse siete andati oltre le aspettative.
"Sì l'obiettivo era ed è quello, l'abbiamo a portata di mano se non facciamo harakiri. Se lo agguantiamo il prima possibile si può pensare a qualcosa di diverso, anche se la quota play off è molto lontana. Ci vorranno almeno 62 punti, ad oggi ce ne mancano 20 e sono tanti. Nonostante questo momento siamo ancora attaccati, ma pensiamo a salvarci altrimenti rischiamo di rovinare tutto".
La zona play off secondo te fin dove arriva?
"Secondo me fino al Sassuolo, per la squadra che hanno, Atalanta e Siena non c'entrano niente col resto del campionato. Novara e Varese sono le sorprese del campionato. La Reggina sarà un osso duro per tutto, mentre Empoli è una piazza tranquilla dove si lavora bene senza pressioni. È la solita Serie B, nella quale ci vuole la fortuna di avere una rosa che supporti gli infortuni, mentre noi non siamo numericamente attrezzati. Abbiamo perso Cascione (27), Gessa (31), Ariatti (32), giocatori importantissimi, Bucchi (33) è arrivato solo a gennaio, e siamo calati. Non siamo riusciti a fare qualche pareggio in più, che in momenti come questi ci avrebbe fatto comodo. Niente è perso comunque".
La piazza pescarese, tradizionalmente molto calda, come sta reagendo a questa fase involutiva?
"Sabato siamo stati giustamente fischiati, dopo averli abituati bene. Abbiamo disputato partite ottime fino al pareggio nel pantano contro la Reggina, poi è arrivato questo momento e in Italia si viene fischiati. Non ci fanno mai mancare il loro apporto, Pescara è una piazza calda, cova tanto entusiasmo sotto la cenere, speriamo di riscoprirlo presto".
Sei soddisfatto della tua stagione fino ad ora?
"Sì, certo l'ultima con il Padova è davvero da cancellare, con i miei compagni non vediamo l'ora di riscattarci già dalla prossima contro il Modena".
Che partita vi aspetta in Emilia?
"Sarà durissima, spero sia l'occasione per iniziare a fare punti fuori casa nel girone di ritorno. Loro sono in buon momento, giocano bene. Il Modena è una squadra tosta, esperta, noi però vogliamo assolutamente fare punti. Non butterei neanche un pareggio, bisogna ricominciare anche da un punto per ripartire".
Quotidianamente ti alleni con Marco Verratti (18), da alcuni addetti ai lavori paragonato addirittura a Gianni Rivera. Come procede la sua maturazione?
"È un talento che ha tutto per diventare un grande giocatore. Ha solo 18 anni, non si può pensare che faccia bene tutte le partite in un campionato così fisico. Sta però facendo benissimo, il mister lo sta gestendo oculatamente. Ha bisogno di allenarsi con costanza, e credo che non sia ancora pronto per la Serie A. Ci potrà arrivare, il tempo è dalla sua parte, per le caratteristiche che ha potrà starci da protagonista senza problemi".
Sei stato uno dei protagonisti della miracolosa salvezza della Reggina 2006/2007, ottenuta nonostante gli 11 punti di penalizzazione. Che ricordi hai?
"È un ricordo indelebile per tutto quel gruppo, ogni tanto ne riparlo con gli ex compagni. È stato come vincere un campionato, una vera impresa per quel tipo di squadre abituate a lottare per la salvezza a 40 punti. Noi ne raccogliemmo 51, è impensabile che riaccada in futuro".
Quale fu il vostro segreto?
"Mister Mazzarri, e il fatto di giocare sempre per vincere, non avevamo niente da perdere. Fu straordinario vedere l'esplosione di Bianchi e la conferma di Amoruso, loro due fecero la differenza permettendoci di rimanere in Serie A".
E tu pensi ancora alla serie A?
"Mi piacerebbe tornarci, anche se ho un'età che non mi permettere di sognare tanto. Il massimo sarebbe conquistarla con la maglia del Pescara. Ho ancora un anno di contratto, salviamoci in fretta così da progettare un campionato di vertice l'anno prossimo".
Rispetterai quindi l'anno di contratto che ti rimane?
"Ora come ora sì, nel calcio non si sa mai, spero di rimanere a Pescara".


