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Pescara, lo "sguardo obliquo" con l'AlbinoLeffe

Pescara, lo "sguardo obliquo" con l'AlbinoLeffe TuttoB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
autore
Federico Errante
lunedì 3 ottobre 2011, 16:08Pescara

Sporgersi obliquamente su Pescara-Albinoleffe 5-3 e cogliere Sansovini che, dopo aver segnato e festeggiato, incita i compagni con un inferocito: "Adesso continuiamo a giocare". Vittoria meritata per un Pescara che rischia due volte di subire la rete prima di andare in vantaggio per poi dilagare fino al 45'. Squadra che sul 2-0, 3-0 pressa in modo asfissiante, come se si fosse sullo 0-0. Per 60' si è visto pressing, ripartenze e i tre attaccanti sempre coinvolti nell'azione. Se giocasse così per 90' il Pescara metterebbe in difficoltà chiunque, comprenso le grandi del campionato cadetto.

Dopo aver celebrato il ritorno del  vero Pescara, quello costruito da Zeman quest'anno, potremmo chiederci da dove arrivano queste 3 reti dell'Albinoleffe. E' chiaro che ci sia stato un calo di tensione, ma non è solo questo il punto. Credo che giocare per 60' non sia così facile per un giocatore; quante risorse fisiche, quante risorse mentali spende un giocatore per fare vero gioco per 60'? Lo spreco di risorse fisiche e psichiche con il tipo di gioco del Pescara aumenta esponenzialmente proprio perché si intrecciano molto profondamente tra di loro; non è lo stesso correre per 60' per pressare con 9 uomini dietro la palla oppure correre e giocare sempre per 60' come vuole Zeman.Credo che, nonostante non ci siano stati contropiedi, le tre reti dell'Albinoleffe abbiano comunque la firma di Zeman. E gli zemaniani lo amano anche per questo. Nel caso del Napoli in serata contro l'Inter, c'è sì una corsa molto organizzata ma, a parità di Km percorsi, rispetto al gioco pescarese si sprecano meno energie psichiche (e quindi,  fisiche, in quanto profondamente intrecciate). Vediamo più analitcamente: perché hanno la firma Zeman quelle 3 reti?: 1)un gioco come quello del Pescara richiede un dispendio di  pensiero, di scelte su come attaccare in ogni singola azione, una serie di scatti senza che si sia premiati dal passaggio, una lucidità nella sponda, nel passaggio che a sua volta richiede tanta perizia e cioè concentrazione psichica e fisica. E la concentrazione non è infinita, è possibile quindi che manchi in difesa; 2) senti che stai dando spettacolo, senti di aver divertito il pubblico: questo può costituire un appagamento, indipendentemente dal risultato (infatti sul 3-0 continuavano a pressare affamati); 3) oppure pensiamo al famoso: "Goal sbagliato, gol subito". Cos'è questa se non la dimostrazione che ci sono eventi, come la rete sbagliata , che in qualsiasi partita,  hanno un peso specifico maggiore rispetto agli altri? Che il peso specifico di un gesto, di uno scatto è diverso a seconda del "dove" stai scattando" e, soprattutto, del "perché" stai scattando? E le squadre di Zeman, sprecando inevitabilmente più occasioni da rete degli altri, potrebbero subire psicologicamente e fisicamente il peso specifico di tali eventi. Attenzione: come già ho avuto modo di dire, se venisse assorbito completamente il modo di esistenza zemaniano dai giocatori, l'occasione sbagliata si convertirebbe in una produttrice di energie psicofisiche. Siamo solo alla sesta giornata ed è plausibile che ci voglia ancora qualche mese perché questo avvenga in modo completo.

 

Detto questo, ladies and gentleman, registratevi e rivedetevelo all'infinito:

-il terzino sale leggermente e la spedisce rasoterra a Sansovini che si fa vedere tagliando in direzione del centrocampo

-il congegno  parte: Gessa scatta verso la zona di competenza di Sansovini lasciata da qualche istante scoperta e contemporaneamnte Immobile si fa vedere centralmente

-in questo modo l'attaccante laterale ha due possibilità: toccare di prima a Immobile (che poi potrebbe darla in un triangolo ideale, sempre di prima, sulla corsa a Gessa) oppure, se ha già spazio rispetto al marcatore, e la palla gli arriva obliquamente, tagliare il campo, aggirare il marcatore e magari imbeccare sull'altro versante Insigne, che scalpita nel continuo desiderio di fulminare la difesa, continuando sulla fascia o puntando direttamente verso la porta.

Con-gegno (cum-genium) perfetto. Il genio qui è di Zeman e non deve stupire che genius etimologicamente derivi da Humus, dalla terra. Anzi l'humus è la componente fisicamente e chimicamente più attiva del terreno. Spero che, almeno dal terreno dell'Adriatico, esalino sempre le incisive incandescenti parole del Mister, che costringano ad un movimento continuo  i piedi di Sansovini e compagni, pronti a zampettare indemoniati per 90': " Ecco, sono molto arrabbiato per come sono arrivati i 3 gol degli avversari. Stavolta abbiamo giocato solo un’ora invece dobbiamo imparare a farlo per 90’ minuti. Col risultato virtualmente acquisito, forse ci siamo sentiti appagati

Fonte Silverio Zanobetti - ForzaPescara.tv

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