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Pescara, il presidente Sebastiani: "Ci mancano i punti in casa, dobbiamo migliorare nei risultati. Brugman? Vale tanto"

Pescara, il presidente Sebastiani: "Ci mancano i punti in casa, dobbiamo migliorare nei risultati. Brugman? Vale tanto" TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Luca Cilli
venerdì 4 aprile 2014, 13:20Pescara

Alla vigilia della trasferta di Brescia, un’altra tappa importante verso il raggiungimento dei play-off, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ai microfoni dell’emittente regionale abruzzese Rete 8 ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Massimo Profeta dove ha parlato del presente ma anche del futuro del sodalizio tecnico e gestionale dei biancazzurri. Il massimo dirigente pescarese ha toccato vari argomenti: dal campionato in corso alle difficoltà fin qui incontrate, del mercato – con Brugman richiestissimo dalle altre – e della gestione dello stadio. Ovviamente all’orizzonte resta la trasferta in terra lombarda, campo violato nell’anno di Zeman ma tradizionalmente molto difficile per il Pescara.

Non si può negare che il Pescara abbia perso in casa buona parte delle certezze che ha mostrato invece in trasferta.

“Quest’anno l’Adriatico sembra non darci quell’aspetto positivo che da la gara in casa. Però abbiamo fatto meglio fuori ed abbiamo recuperato qualcosa. Sicuramente mancano i punti in casa, anche se ci sono ancora 10 giornate ed il torneo è lungo.”

Un campionato scadente? I più dicono questo.

“Ogni anno si dice che il campionato qualitativamente è sceso. Penso che il calcio italiano sia cambiato. Se andiamo a vedere le squadre europee sono tutte superiori alle nostre. Ora però dire che la B è mediocre…Come dice Sforzini, alcuni di quelli che affermano che questo campionato è mediocre stanno fuori. Significa che sono più mediocri di chi sta giocando. Ogni anno insomma si dice che questo torneo è scadente. Allora lasciamo perdere e non giochiamolo più.”

Per i play-off il Pescara, questo è acclarato, deve migliorare nei risultati e nelle qualità del gioco in casa.

“Il Pescara deve migliorare nei risultati. Deve avere anche un po’ più di fortuna, perché quest’anno la Dea bendata ci ha abbandonato completamente. E deve anche recuperare qualche infortunato, purtroppo ne abbiamo avuti tanti. Poi abbiamo anche tanti giovani e qualche sbavatura c’è, anche se veniamo sempre castigati al primo errore.”

A proposito del “progetto giovani”. E’ stato parzialmente disatteso con alcune fatte a gennaio.

“Noi a gennaio abbiamo seguito un input dettato da ciò che ha detto il campo fino ad allora. È chiaro che avere qui ragazzi come Kabashi, Padovan, Viviani, che non hanno trovato posto, è naturale che anche gli stessi giovani chiedono di andare via per giocare. In questo senso il progetto è stato disatteso. Però noi abbiamo anche altri giovani in rosa.”

L’organico sembra disomogeneo. Tante opzioni nel reparto avanzato, meno negli altri settori con inevitabili ripercussioni nella scelta dei giocatori da parte dei due tecnici che si sono avvicendanti ma anche nella gestione del gruppo, che non è riuscita a Marino ma che sta riuscendo a Cosmi.

“Vorrei ricordare gli uomini che abbiamo in difesa. Qualcuno dice che siamo scoperti nel reparto arretrato ma noi abbiamo Schiavi, Capuano, Zauri, Zuparic, Bocchetti, Cosic e Capuano, e non mi sembra di avere centrali inferiori a nessun altro in categoria. In mediana Rizzo, Nielsen, Brugman, Bovo e qualche altro giovane, anche qui non mi sembra di essere scoperti. Purtroppo abbiamo avuto molti problemi di infortuni e spesso siamo stati con gli uomini contati. Questa squadra al completo creerebbe invece problemi di scelta al mister. Perché dietro giocano in 3 e ne abbiamo 7. Questa è una squadra che al completo può giocarsela con tutte. Anche con il Palermo che è primo in classifica.”

Quindi non è vero che il Palermo stravince questo campionato perché le altre sono scarse?

“Questa è un opinione vostra. Mi sembra che il Palermo abbia un organico superiore a tutte le altre, ma non ho visto una partita bellissima dei rosanero. Chi diverte è il Crotone. Non mi sembra di aver visto partite bellissime in generale, se non da parte di alcune squadre tra cui il Pescara di inizio campionato.”

L’epilogo di questo campionato condizionerà le future strategie societarie?

“No perché abbiamo le idee ben chiare. Non ci facciamo trasportare dalle voci. Se dovessi farlo questa settimana dopo la gara con la Reggina avrei dovuto cacciare Cosmi, perché ho sentito diverse critiche mentre dopo la partita vinta a Latina era un fenomeno. La società non deve stare dietro a queste cose. Abbiamo un equilibrio che purtroppo a volte manca all’ambiente, agli addetti ai lavori ed ai tanti allenatori che sono sulle tribune dei vari stadi.”

Hanno risposto tutti i soci alla ricapitalizzazione?

“Mi auguro di sì, anche se il grosso ha già risposto. Di fatto l’80% è già coperto. Mi auguro che nel futuro la società possa diventare più forte per guardare al futuro con tranquillità. Penso che la gente abbia capito quanto sia importante avere un club serio. Sappiamo tutti che gli allenatori ed i giocatori passano, ciò che resta è la società. Indipendentemente da chi siano i proprietari.

Brugman sarà il prossimo uomo mercato? Sarà il “tesoretto” del club?

“Qualcuno mi ha ripreso perché ho elogiato Brugman, dicendo che non avrei venduto nemmeno gli scarpini. Intanto era una risposta data qualche tempo fa e non dopo il gol di Latina. Poi l’ho detto perché io sono il presidente di questa società e devo valorizzare il mio patrimonio. Sarei uno sciocco se dicessi che invece di uno ne vale due. Brugman vale, è un giocatore importante. L’unica cosa che mi dispiace è stato non vederlo all’opera in serie A. L’ho voluto fortemente e mi sarebbe piaciuto vederlo anche l’anno scorso.”

La costruzione del centro sportivo e la gestione dello stadio. A che punto siamo?

“Sulla gestione dell’Adriatico devo fare un inciso, altrimenti a Pescara diventa una questione di Stato perché in molti hanno detto che lo stadio non si tocca. Noi non dobbiamo e vogliamo toccare niente. Se lo stadio si può gestire, se non si può fare non fa niente. Risposte? Non ne abbiamo ottenute. Aspetto una convocazione per parlarne. Ritengo che con le prossime elezioni comunali non mi chiamerà nessuno. Il centro sportivo è una cosa a parte. Stiamo aspettando delle risposte per iniziare.”

Tra presente e futuro c’è il Brescia.

“È una squadra molto forte che non merita la posizione di classifica che occupa. Con l’organico al completo sono una delle formazioni più forti del campionato. Come successo a noi, anche loro hanno avuto tantissimi infortuni che ne hanno ostacolato il cammino. Dobbiamo andare a giocare al Rigamonti con il massimo rispetto per l’avversario e tanta attenzione. Chi rischia di più? Entrambi.”

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