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Pescara, Delli Carri: "Troppo stress"

Pescara, Delli Carri: "Troppo stress" TuttoB.com
autore
Federico Errante
mercoledì 18 aprile 2012, 16:05Pescara

«Il clima? Non credo servano molte parole per descrivere lo stato d'animo dello spogliatoio. Basta guardare in faccia i ragazzi per capire quanto forte sia stato il coinvolgimento emotivo. Però ora la vita c'impone di reagire, tornare al nostro lavoro. Anche in questo modo si onora la memoria di chi non c'è più».  Non è facile il compito dello staff tecnico biancazzurro in questi giorni. Si tratta di aiutare un gruppo di giovanissimi a rituffarsi nella vita di sempre dopo aver vissuto una catena di emozioni fortissime, intense, traumatizzanti. Un concentrato di vissuto capace di mettere alla prova personalità ben più rodate. Uno stress ben visibile sui volti dei giocatori al loro arrivo ieri mattina al Poggio per i primi allenamenti dopo la tragedia di Morosini. Un avversario insidioso, spiega il ds Daniele Delli Carri, e che si può combattere solo rituffandosi nel lavoro con grande concentrazione a «la spensieratezza di prima». Un'impresa anche questa forse. Ma necessaria.  Nel chiuso dello spogliatoio Zeman, non meno provato dei suoi ragazzi, ha avviato subito l'operazione. Ha voluto che si rivedessero azioni dei primi minuti della partita col Livorno, per analizzarla per la prima volta anche dal punto di vista tecnico. «L'abbiamo chiaro detto ai ragazzi. Per quanto possa sembrare difficile», aggiunge Delli Carri, «per uscire da questa situazione c'è una sola strada: tornare a pensare al calcio, a parlare di calcio. La vita ci ha messo duramente alla prova in queste settimane ma ora ci impone di andare avanti, di tornare alla normalità».  Lavoro che si traduce nella necessità di analizzare, capire e correggere i problemi emersi nelle ultime settimane.

E confermati dai pochi minuti di partita vera con il Livorno.  «Problemi che ci sono, che nessuno nasconde né minimizza. Anche se», spiega il ds pescarese, «siamo convinti che non sia più di ordine fisico, come certamente è anche stato, tra problemi di neve e rinvii vari. Il discorso ultimamente si è fatto forse più di natura psicologica, di concentrazione, di capacità di reggere alla pressione, alle responsabilità forse».  Paiono essere emersi limiti di personalità, nemmeno troppo imprevedibili in un gruppo di età media davvero bassa.  «Questo è un fattore che forse qualcuno in questi ultimi giorni ha un po' sottovaluto. Abbiamo una squadra con molti giovanissimi, tutti molto bravi ma che certo l'esperienza a certe pressioni non possono inventarsela. Per di più con l'aggiunta di vicende esterne così traumatiche da sopportare».  Analisi che si basa su considerazioni oggettive sull'involuzione del gioco.  «Il disagio spesso è nell'interpretazione del momento. Sotto stress spesso ti rifugi nelle cose meccaniche, perché viene meno la lucidità di leggere la situazione. In pratica», spiega il ds, «finisci per fare la cosa teoricamente giusta e ti fai buggerare da un movimento diverso dell'avversario. Così per esempio talvolta si è indotti a salire anche se a quel punto magari è più opportuno "scappare", arretrare».  Va recuperata la freschezza mentale, la capacità di affrontare le situazioni con estrema tranquillità.  «Bisogna semplicemente ricordarsi che è una stagione stupenda, abbiamo fatto cose straordinarie. Comunque vada la nostra stagione resta da incorniciare».  Insomma, il dato è che si era partiti per fare il possibile, come dice Zeman, ma considerando una tranquilla salvezza un obiettivo soddisfacente.  «Ecco, la chiave psicologica forse è tutta qui. I ragazzi», continua Delli Carri, «a un certo punto hanno avvertito il peso di un ruolo (quello di grandi favoriti.ndr) che non era in realtà il loro. Non snobbiamo la possibilità di promozione, ma quella chance ce l'eravamo costruita giocando con allegria, sfrontatezza. Dobbiamo ritrovare quello spirito, quella libertà mentale. E ritroveremo quel Pescara. Capace di tutto».  Anche di salvarsi andando in serie A. 

Fonte ilcentrogeolocal

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