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Pescara, De Cecco: "Pronto a lasciare"

Pescara, De Cecco: "Pronto a lasciare" TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino
autore
Federico Errante
venerdì 3 giugno 2011, 15:22Pescara

«Questa cosa è difficile da mandare giù. Ci tocca molto sul piano personale. Pochi giorni fa i tifosi ci avevano invitato alla loro festa, il clima sembrava bello, com'era giusto dopo una stagione andata meglio delle previsioni. Invece in poche ore è cambiato tutto. Dagli applausi agli insulti gratuiti. Non lo meritiamo. Personalmente non lo accetto per nessuna ragione». Più deluso, amareggiato, incredulo che arrabbiato il presidente Peppe De Cecco il giorno dopo le dimissioni in blocco del Cda per i duri attacchi di parte della tifoseria ultrà. La dura contestazione, esplosa a Cittadella, a stagione di fatto finita e dopo gli applausi della curva alla squadra all'ultima in casa (sconfitta col Novara) appare addirittura inquietante nella sua oscura origine. «Certe presenze a Cittadella ci avevano sorpreso, ma quello che è avvenuto dopo resta incredibile», riflette ancora De Cecco, «attacchi durissimi, comunicati, insulti anonimi sui siti. E quale sarebbe la nostra colpa? Aver riportato il Pescara ai vertici della B dopo tanti anni e con una società sana? Se devo essere insultato per aver scelto di togliere tempo alla famiglia e dedicarlo alla società e ai tifosi, non resto neanche un altro minuto. E come me gli altri, a partire da Sebastiani, non meno toccato da questa storia».

Nel passato, neanche troppo lontano, è successo talvolta che parte della tifoseria si sia fatta strumento più o meno consapevole di lotte intestine o addirittura per "agevolare" qualche cambio al vertice. Stavolta questa strada è da escludere? «Francamente non vedo chi potrebbe trarne vantaggio», commenta il presidente Peppe De Cecco, «tanto più che abbiamo sempre detto che se qualcuno vuole entrare è il benvenuto». Magari c'è chi pensa che in serie B, tra contributi e i diritti tv, gestire la società è un affare. «Ah sì, e magari crede che c'è da prendere facile...». Però è un fatto che forti segnali di solidarietà non si sentono. «In effetti è così. Probabilmente i contestatori sono pochi, ma anche quelli che prendono le distanze», osserva presidente. Certo è, benché nessuno lo dica ufficialmente, che una contestazione così pesante appare difficile da spiegare col taglio, eventuale, di due o tre elementi oggettivamente difficili da inserire sulla copertina della storia calcistica cittadina. E allora come se ne esce? «Abbiamo convocato l'assemblea dei soci per oggi», conclude De Cecco, «ci presentiamo tutti dimissionari, senza pregiudizi su eventuali alternative. Non ho mai pensato di essere insostituibile né di stare qui troppo a lungo». Sarà pur vero che intorno alla nuova sponsorizzazione qualche incomprensione c'è stata e che qualcuno magari è più "timoroso" di altri sul fronte delle esposizioni ma alternative dietro l'angolo non si vedono. Perciò, smaltita l'amarezza, la sensazione è che si ripartirà con l'attuale gruppo dirigente, salvo poche e previste novità.

Fonte ilcentro.gelocal.it

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