Pescara, come Foggia 21 anni fa..
E c'è ancora chi non crede a Zemanlandia. Oggi, ventuno anni dopo quel Foggia spettacolare che fece innamorare i tifosi italiani del tecnico boemo, Zdenek Zeman si gode una domenica primaverile davanti a tutti col suo giovane Pescara che si diverte e fa divertire. Insigne, Immobile, Verratti sono solo alcuni dei gioielli proposti dal tecnico che, fedele al suo credo, è tornato a regalare spettacolo in un periodo, anche per il calcio, molto oscuro. Sessantatre gol fatti in trenta partite. Più di due di media con Immobile capocannoniere e Insigne folletto incantatore di folle con le sue giocate. Il Pescara c'è, gioca bene, offre un calcio offensivo come non mai tanto da meritarsi l'appellativo di 'piccolo Barcellona' al posto di quella Roma di Luis Enrique che ne deteneva la prelazione. In cabina di regia però c'è sempre lui, oggi come vent'anni fa, Zdenek Zeman che in Abruzzo sta cercando di ripetere il miracolo Foggia, capace di vincere il campionato di B, consacrando Zemanlandia in tutto e per tutto. Per la prima volta dalla stagione 1990-91 il tecnico boemo è lì, primo in classifica, a giocarsela fino in fondo in un campionato che, rispetto al passato, s'è fatto più duro e soprattutto più lungo. "Zeman è così, molla alla fine" pubblicizzano gli scettici - e, perdonate - gli amanti del non-gioco. Ma il Pescara è lassù, raccoglie consensi e buona parte d'Italia fa il tifo a favore perché - parliamoci chiaro - il gioco messo in mostra dai biancoazzurri farebbe molto comodo anche nella massima serie. Un comportamento e uno stile da imitare perché a Pescara nessuno si annoia, nella vittoria ma anche nella sconfitta. Prendere qualche gol in più per farne altrettanti è sempre stato il credo tattico di Zeman che non ha mai curato con ossessione la fase difensiva per sviluppare un calcio champagne difficile da vedere lungo lo Stivale.
In casa come in trasferta. I sessantatre gol fatti parlano chiaro, i quarantadue subìti anche contro il 37-18 che disegna il Torino di Ventura. Eppure Zeman ha lavorato sui suoi difetti e il campo lo dimostra. Il numero di gol incassati parla di una guarigione in via di definizione, ma le famose imbarcate raccolte negli anni dalle sue squadre non si sono verificate, anzi. Ci ha lavorato e tanto sull'assetto difensivo, aiutato anche da un gruppo di giovani talenti forti e motivati. Calma però, il campionato è ancora lungo. "Io mi diverto e spero di fare divertire - ha commentato dopo la vittoria col Cittadella il tecnico -. Dobbiamo maturare ancora un po' e mancano tante partite". Intanto passerà una domenica da capolista, ventuno anni dopo. Zemanlandia esiste. Punto e basta.


