Palermo, l'implacabile Kyle "Luca" Lafferty si gioca la carta... d'identità
C'è chi pensa che da quì a poco, possa fare il vuoto. Chi invece crede, memore del Sassuolo di un anno fa, ci siano ancora i presupposti di una (seppur clamorosa) rimonta. Quel che è sicuro, è che il Palermo contro il Siena ha dato dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, di essere al momento la vera ed unica squadra meritevole di una promozione nella massima serie italiana. Lo dicono i numeri (non perde dallo scorso dicembre, 1-0 in casa del Carpi), lo dice la risposta della squadra alle assenze (tra infortuni e squalifiche, che hanno condizionato il girone di ritorno dei rosanero), lo dice la reazione importante che la squadra di Iachini ha avuto dopo la rete dello svantaggio siglata dal senese Rosseti. Il Siena, lo abbiamo scritto nel pre-partita, è una squadra tosta e lo ha dimostrato anche in Sicilia: a Trapani, non più tardi di qualche settimana fa, si è imposto con un secco zero a due. A Catania, in Coppa Italia, ha superato i rossoazzurri ai tempi supplementari con un rotondo 1-4, ed a Palermo ha sfiorato il colpaccio.
Davanti, però, ad una squadra che nelle ultime 10 gare ha raccolto venti dei trenta punti disponibili, in perfetta media promozione. E per un'ora, si è rivisto il Kyle Lafferty che nel girone d'andata si era preso sulle spalle l'intero reparto d'attacco rosanero: un clamoroso palo dal limite dell'area ed una limpida occasione da gol, subito dopo la rete che gli vale l'accesso al gruppo dei bomber in grado di fregiarsi della doppia cifra, con undici gare a disposizione per incrementare un bottino da vero killer d'area di rigore. A settembre compirà ventisette anni, nel pieno della maturità agonistica. A Palermo lo hanno paragonato ad un certo Luca Toni, che scoprì il grande calcio quando la carta d'identità mostrava, guarda caso, ventisette primavere. Che sia anche questo un segnale?


