Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Palermo, intervista a Zamparini: "Ho fatto molti errori in passato. Ora che siamo in A Iachini resta per puntare all'Europa. Tra un anno faccio lo stadio"

Palermo, intervista a Zamparini: "Ho fatto molti errori in passato. Ora che siamo in A Iachini resta per puntare all'Europa. Tra un anno faccio lo stadio" TuttoB.com
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
autore
Elisa Donatini
martedì 29 aprile 2014, 14:40Palermo

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, si è aperto in una lunga intervista in cui ha affrontato molti argomenti tra cui alcuni riguardanti lo staff tecnico, altri i momenti difficili e quelli più felici passati dalle sue aquile. Ecco ciò che il numero uno dei rosanero ha espresso a “La Gazzetta dello Sport”, e che poi è stato riportato da “Stadionews.it”, riguardo al futuro in Serie A della propria squadra e ai festeggiamenti inerenti: "Io ho già festeggiato due domeniche fa, venerdì vado a Novara a cenare con la squadra e poi come al solito andrò via, non vedo mai le partite. Era un obbligo tornare in serie A e ci siamo riusciti".

Il presidente non si è tirato indietro e ha poi raccontato del momento retrocessione in Serie B, ammettendo gli errori commessi: "Ho fatto molti errori, il primo quando a novembre ho delegato a Lo Monaco la gestione della squadra. Quando sono tornato a febbraio era tardi, siamo stati senza una guida. Lo Monaco sarà un buon dirigente sportivo ma non è un presidente".

Pare che Zamparini si sia dato da fare all’estero negli ultimi tempi. In particolare si dice che sia stato in Libano alla ricerca di nuovi investimenti per il suo Palermo, e non solo. Ecco come ha commentato: "Cerco uno sponsor per il Palermo ma anche finanziamenti per il mio lavoro. All'Italia mancano investimenti per creare occupazione. Io li trovo perché sono bravo. Anche per il Palermo. Potenzieremo la squadra, penso a un massimo di sei innesti”. Ha continuato facendo un appunto: “L'Italia sarà appetibile in quest’ambito quando lo Stato garantirà i diritti. E così sarà, credo molto in Renzi. Non esistono più destra e sinistra, sono vecchie ideologie. Renzi è come me, ha un modo diverso di affrontare le cose".

Il patron del Palermo non ha nascosto il desiderio di ritornare in Europa e ha confermato di voler puntare ancora su Iachini: "Quante cose cambieranno? Pochissime. Avremo l'immagine mia e di Iachini, una squadra operaia, come Borussia Dortmund e Atletico Madrid, che con lavoro e personalità sono andate lontano. Non voglio una finale di Champions, ma quelle caratteristiche. Io punto all'Europa, non a salvarmi. Iachini resta? Certo. Ha creato una squadra di uomini, ora è una formazione tosta. Iachini è più che una certezza. Per fortuna mia è sempre stato sottovalutato. Lo conosco meglio di tutti, l'avevo inventato allenatore a Venezia, è umano e in sintonia con i giocatori, cura tutti i dettagli e ha fatto diventare il Palermo una squadra di uomini. Nel calcio ci sono tante etichette: a me dicono che sono sempre arrabbiato, a lui che può solo vincere la B... L'avevo già contattato dopo due giornate, con lui avrò grandissime soddisfazioni".

Rimanendo in tema allenatori, Zamparini ha espresso belle parole anche su un ex capo della panchina rosanero, Gennaro Gattuso. Il presidente ha assicurato che il breve periodo a Palermo non intaccherà il futuro da tecnico del grande ex giocatore: "Non perché è stato un grande giocatore, ma per la serietà dell'uomo. È un caparbio, deve ricominciare da zero, ma guai se dovesse prendere adesso il Milan. Domenica ho visto Atalanta­-Genoa e mi son detto "guardali lì!" (Colantuono e Gasperini, ndr). Sono rimasto amico con tutti, come Ventura e Guidolin, oppure Zaccheroni e Spalletti. Solo qualcuno è un po' bischerone. Sono più anziano e più esperto, quest'anno ho fatto il bravo, sono sereno e tranquillo. Sto ringiovanendo la società, in tutti i settori, per fare del Palermo un club di livello europeo".

Maurizio Zamparini ha continuato parlando delle scelte societarie, ha specificato alcuni punti del contratto di Giorgio Perinetti, sulla cui permanenza a Palermo circolano dubbi, e ha parlato dei contatti con Franco Ceravolo, attuale direttore sportivo del Guangzhou: "Perinetti è in scadenza di contratto, dovremo parlare della questione economica perché dovremo fare attenzione al bilancio. Ho parlato con Ceravolo, valuterò con Perinetti, non escludo nulla: è un osservatore per i giovani, non un dirigente sportivo. Mi auguro di trovare anche un presidente giovane, come al Paris Saint Germain. Io sono stanco, devo trovare un socio. Voglio soldi per il Palermo: con 70 milioni si prende la maggioranza e il Palermo può andare in Champions".

Andrea Belotti è stato una bella sorpresa per il Palermo di quest’anno. Il presidente delle aquile ha però spiegato i perché sia difficile investire sui giovani italiani: "I regolamenti ci spingono ad andare al­l'estero. In Italia servono fideiussioni che le banche non fanno più, all'estero paghi in tre an­ni senza fideiussioni: è normale? Bisogna cam­biare regole cretine, fatte da gente che non c'en­tra con il calcio, come i politici non c'entrano con il nostro Paese. Creiamo altre garanzie: per esempio se una società compra un giocatore e non paga, lo deve restituire".

Continuando a parlare di giovani, Zamparini ha dichiarato Franco Vazquez il giocatore più sorprendente di questa stagione: "Non è esploso prima perché ha avuto tecnici che non capiscono niente: l'anno scorso l'abbiamo mandato in Spagna, all'inizio di quest'anno era fuori rosa. Ho detto a Iachini di guardarlo e lui l'ha fatto giocare: visto? Ho sempre puntato sui giovani, come Pastore, Cavani e ora Dybala. Mi piacerebbe vedere qualche giovane della nostra Primavera arrivare in prima squadra, cosa mai successa in 12 anni. I tempi sono cambiati, come il pugilato che è stato ucciso dal benessere: da noi i bambini non giocano più negli oratori e i genitori credono subito di avere campioni per fare soldi".

Il numero uno di "casa" Palermo ha proseguito esprimendosi riguardo a due progetti che intende realizzare, il nuovo stadio e il centro sportivo: "Sì, per fortuna ho un sindaco come Leoluca Orlando che mi sta aiutando, e lo ringrazio. Quest'anno faccio il centro sportivo: se la burocrazia me lo consente, tra un anno faccio lo stadio. Il progetto è pronto da tre anni: porterei posti di lavoro ed entrate allo Stato e al Comune, eppure... Siamo un paese stupido".

Una cosa fa ancora inasprire il presidente della società di viale del Fante, il cosiddetto punto dolente di questa stagione è la poca affluenza di tifosi allo stadio “Renzo Barbera”. Nonostante il bel percorso dei rosanero, il pubblico non ha premiato la formazione assentandosi anche nelle partite casalinghe. Spalti semideserti che hanno portato Zamparini ad accusare la mentalità sportiva italiana: "Palermo deve cambiare, abbiamo sempre questa immagine della mafia, ma in città non ci sono pericoli, una donna può girare tranquilla da sola in centro a mezzanotte. Abbiamo troppi tifosi di altre squadre, per arrivare ad essere come Napoli ce ne vuole... Si è più attaccati alla vittoria che alla maglia, dobbiamo essere più inglesi, vicini alla squadra a prescindere dalla categoria. Sportivamente l'Italia è incivile. Bisogna cambiare cultura e fare investimenti. Una volta si entrava nel calcio per diventare ricchi. Il calcio ogni anno paga un miliardo di tasse allo Stato e ha l'immagine di sfruttatore. Si può? L'unico attivo che si può avere sono i giocatori, le società sono destinate a perdere".

Affluenza di pubblico l’avrebbe portata il famoso derby di Sicilia, Palermo-Catania, partita che purtroppo non ci giocherà nella prossima stagione 2014-2015. Mancano solo i verdetti definitivi, ma è ormai risaputo che mentre i palermitani saliranno in Serie A, i catanesi scenderanno in Serie B e l’incontro sarà rimandato, si spera, all’anno successivo, magari in massima serie per entrambe. Una sfida che mancherà al presidente Maurizio Zamparini: "Mi dispiace. Una delle partite più belle era il derby. Mi dispiace per l'amico Pulvirenti. Mi scusino i tifosi, ma aspetto il Catania in A. Il prossimo è il mio tredicesimo campionato a Palermo? Faccio un gesto scaramantico. Ma con il 13 penso a Santa Lucia, che cade il 13 dicembre, e alla Madonna di Fatima, apparsa il 13. Quindi, sarò fortunatissimo!".