Palermo, Iachini: “Rastelli ha fatto grande l'Avellino, ma con il Barbera di un tempo…”
Schietto, sincero. Come pochi. Giuseppe Iachini parla, in conferenza stampa, alla vigilia dell’anticipo di domani sera contro l’Avellino, valevole per la dodicesima giornata di ritorno del campionato di Serie B. Al “Barbera” arriva una delle rivelazioni della stagione, neopromossa ma solo sulla carta. “Una squadra solida e quadrata, che ha fatto un grande percorso, con un tecnico come Rastelli che sta facendo un grande lavoro. Ci sono delle situazioni dove ancora dobbiamo migliorare, rispetto ad altre squadre come proprio i campani. La conoscenza ti aiuta in questi casi, quando sei insieme da 5 mesi e mezzo non puoi pretendere la perfezione. Nell’arrivo all’ultimo passaggio, negli ultimi 30 metri per esempio, in cui gli smarcamenti e i filtranti possono essere trovati con tempi migliori e maggiore qualità”. Uno dei dubbi delle ultime ore è rappresentato dalla presenza del centrocampista Enzo Maresca. “Se penso a farlo riposare? Io non penso a nulla. Si è allenato nella giornata di ieri, ha fatto il suo percorso come era in programma dopo le tre partite. Non ci dovrebbero essere grandi problematiche, ma come al solito aspetto fino all’ultimo per fare le mie scelte”. Imprevedibilità: questa la parola d’ordine in casa Palermo, questa l’arma in più che “Beppe” vuole giocarsi per le ultime gare di campionato. “Nella fase di riconquista del pallone puoi scegliere se schierarti a tre o a rombo, l’importante è vedere che organizzazione si ha in fase di possesso palla. Allora, un uomo può fare il trequartista.
Dobbiamo essere bravi – ha proseguito Iachini - a saper mutare per essere più imprevedibili possibile. Su queste cose stiamo lavorando, in modo che non sia facile leggere il nostro gioco quando andiamo in avanti”. La chiosa è sul pubblico, per anni autentico trascinatore della squadra rosanero, facendo diventare il “Renzo Barbera” una bolgia. “Io mi sono fatto un’idea. Il Palermo che vinse il campionato di Serie B dieci anni fa aveva fame. Aveva voglia di Serie A, ed appetito di vedere di nuovo promossa la squadra dopo trentuno anni. Oggi la pancia è piena. Il Palermo, però, è un bene di tutti. Dei tifosi, della società e della città. Forse si, in passato abbiamo avuto la sfortuna delle cattive condizioni climatiche quando abbiamo giocato in casa, e per molti è stato impossibile venire allo stadio. Così come, dopo anni di mancgiare ostriche e caviale, il panino con la mortadella può piacere di meno. Però certi fattori di tifo sono fondamentali per qualsiasi ambiente, e questi ragazzi, ricordando le difficoltà dell'inizio e la valorizzazione di tanti giovani, devono sentirsi partecipi. Comunque – ha concluso il tecnico ascolano - in questo finale di campionato sarebbe bello riempire di nuovo lo stadio. Vedo i tifosi per strada, sono felici della nostra stagione ma li rivoglio al “Barbera”. Se uno lo sa gustare è buono anche il panino con la mortadella, se lo sai assaporare ha il suo perché”.


