Padova, Ruopolo e il poker dell'ex
Più che la "dura legge del gol" questa potremmo ormai ribattezzarla "la spietata legge dell'ex". Se Francesco Ruopolo incontrasse sempre l'AlbinoLeffe, infatti, avrebbe una media realizzativa da fare invidia perfino a Zlatan Ibrahimovic. Nessun paragone spropositato, ma sono i numeri a parlare chiaro: quattro partite contro il suo passato e quattro gol all'attivo. Niente male davvero, per un attaccante che ha avuto raramente la doppia cifra nel suo dna, ma che evidentemente si scatena quando vede il bluceleste, colore che ha indossato per tre anni e mezzo.
Perchè l'ottima prestazione di sabato all' Euganeo non è altro che la prosecuzione di un conto che il bomber, sempre magistrale quando si mette al servizio della squadra, sembra quasi avere in sospeso con i seriani: da lui parte l'azione dell'1-0 di Bovo, poi si mette in proprio con un bel gol tutto potenza e chiude il suo "triplete" con l'assist che manda a segno Cacia per il tris del Padova.
Pensare poi che lo scorso anno, con la maglia dell'Atalanta, quello che ai tempi del Parma era diventato un pupillo niente meno che di Arrigo Sacchi, aveva fatto addirittura meglio realizzando una doppietta nel 3-1 in rimonta dell'andata e griffando anche il 3-2 del ritorno.
E forse adesso, vedendo il numero 28 dall'altra parte, qualcuno avrà un motivo in più per mangiarsi le mani, oltre a quello d'averlo perso a parametro zero due stagioni fa.


