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Padova, Oughourlian: “Mi sono ritrovato presidente quasi per caso: Banzato la persona giusta per un club ambizioso”

Padova, Oughourlian: “Mi sono ritrovato presidente quasi per caso: Banzato la persona giusta per un club ambizioso”TuttoB.com
Oggi alle 18:00Padova
Redazione Milano
fonte Trivenetogoal.it - Padovacalcio.it

Conferenza stampa con il Presidente Francesco Peghin, Joseph Oughourlian ed Alessandro Banzato

Presidente Francesco Peghin:

Oggi è una giornata speciale per il Calcio Padova e per la nostra città e provincia: viene presentato il passaggio di consegne della quota più grande del Calcio Padova a un imprenditore che stimo tantissimo. Credo che tutta la comunità padovana debba ringraziare Joseph Oughourlian per ciò che ha già fatto in questi sei anni da azionista del Calcio Padova: è arrivato con la squadra in un momento complicatissimo e ora la lascia in salute, in Serie B, grazie a Joseph. Oggi arriva qui un altro imprenditore, che è anche un amico, infatti sono molto emozionato. Permettetemi un ricordo personale: nel maggio del 2023 si stava concretizzando la mia entrata come azionista di minoranza e Presidente per aiutare Joseph, facemmo una trattativa nel silenzio totale fino al giorno stesso della presentazione. Oltre ai miei familiari fu proprio Alessandro Banzato uno dei pochi amici che avvertii, in un bar in Prato della Valle: lui mi incoraggiò e io, a mia volta, gli dissi che nel momento in cui Joseph avesse deciso di fare un passo indietro sarebbe stato bello averlo al nostro fianco. Il calcio è una grande passione di Alessandro e oggi si avvera un mio desiderio, mi sento come quando un sogno si realizza. Forse è cominciato a diventare realtà in quella magica serata a Trieste, dove partimmo in un gruppo di amici sapendo che stavamo andando, in quanto a classifica e speranze di promozione, nella giusta direzione. In questo periodo ho cercato di incoraggiare Alessandro a entrare nella storia di questa gloriosa società; come socio e amico spero di poterlo aiutare a dare un futuro splendente al Calcio Padova. Questa giornata è anche l’occasione per ricordare che ci sono molti padovani all’interno degli azionisti del Padova: tutto ciò è possibile soprattutto grazie a due persone che hanno sempre messo al centro il bene del Calcio Padova, un’azienda che però è un vero patrimonio sportivo, culturale ed emozionale di un’intera comunità. Queste persone sono Alessandra Bianchi e Massimiliano Mirabelli, senza di loro niente di tutto ciò sarebbe stato possibile. Questo gruppo dirigenziale, in questi due anni e mezzo che ho potuto vedere, è stato sempre compatto e coeso, sia quando le cose sono andate male ai playoff, sia quando c’è stato il rischio di esaltarsi eccessivamente. Questo gruppo è stato sempre unito, credo sia stata una componente importante per il raggiungimento della Serie B e per essere qui oggi a costruire un nuovo futuro, che spero il più glorioso possibile. Forza Padova e grazie a tutti.

Joseph Oughourlian:

È un giorno particolare per me, credo molto bello per il futuro del club, che da adesso in poi avrà un azionista forte, con una visione imprenditoriale importante, un imprenditore locale che potrà portare il Calcio Padova a fare un ulteriore passo in avanti. Sono arrivato sei anni fa qui quasi per caso, quando l’azionista di maggioranza mi spiegò le difficoltà in cui si trovava e io scelsi di prendere in mano la situazione. Sono abbastanza contento del lavoro fatto in questi anni: ringrazio Alessandra, che c’è dal minuto zero di questa esperienza, e Massimiliano, criticato ingiustamente all’inizio del suo percorso ma che ha fatto un grande lavoro, dimostrando di essere una persona forte. Nel percorso ho finalmente trovato Francesco Peghin, il primo imprenditore padovano che sono riuscito a intercettare e che ha fatto la fortuna di questo club. Francesco poi mi ha presentato Alessandro Banzato, che tutti a Padova conosciamo. Ero andato da lui per conoscere la sua visione dello sport e capire ciò che faceva: fare oggi questo passaggio a lui per me è un modo fantastico di chiudere il ciclo, un sogno. Secondo me è l’imprenditore più valido del territorio, non solo per la capacità finanziaria ma anche per la conoscenza calcistica e l’amore che ha per il Calcio Padova. Come tutti i lavoratori di questo club ha grande professionalità. Spesso ho sentito molte chiacchiere sul mio addio, noi non abbiamo mai commentato. Quando abbiamo trovato Alessandro Banzato abbiamo trovato una persona seria, non un chiacchierone. Questo passaggio di testimone avviene dopo che abbiamo riportato il club in Serie B: lasciamo ad Alessandro un team di gestione molto forte, preparato calcisticamente (e il campionato lo dimostra) ma anche a livello aziendale ci sono persone molto valide. Oggi avete l’azionista più giusto per il Padova, oltre a un Presidente molto bravo. Grazie a tutti.

Alessandro Banzato:

Siamo contenti di essere qui, qualcuno di voi negli scorsi mesi ne ha già parlato con me e oggi sono molto contento che alla fine siamo riusciti a fare questa operazione. Se siamo qui è grazie a molte persone, Peghin prima di tutti: lui è molto discreto nonostante ci conosciamo molto bene, complimenti a te. Grazie a Joseph perché da quando questa cosa è nata il primo approccio che abbiamo avuto è stato quello di dirci le nostre condizioni, e il giorno dopo avevamo già capito che le cose sarebbero andate a buon fine. Con un messaggio su WhatsApp ci eravamo già capiti, mancava ovviamente parlare con i vertici societari ma sin da subito abbiamo avuto una forte fiducia reciproca: la parola è molto importante quando si fanno gli affari. Grazie ad Alessandra Bianchi, senza di lei non saremmo mai riusciti a fare tutto questo. Grazie a Massimiliano Mirabelli, che ha messo forse il punto decisivo per partire con questa operazione. Grazie a tutta la società. Il Presidente resterà Peghin, in consiglio entra mio figlio Giovanni e più avanti vedremo se ci saranno altri ingressi. Il nostro obiettivo è costruire una società ambiziosa, un’ambizione che deve poggiarsi su basi solide: per essere ambiziosi le basi sono fondamentali. Le cose fino adesso stanno andando bene, andiamo avanti così per raggiungere i nostri obiettivi.

Quando è cominciata la trattativa?

Banzato: Direi nella prima metà di dicembre, è stata veloce, siamo andati dritti al punto.

Abbiamo raccontato la sua grande passione per il calcio, quali sono gli aneddoti che la legano al Calcio Padova, qual è il suo rapporto con questa squadra?

Banzato: Mio padre mi ha portato per la prima volta allo stadio a nove anni. Quando ero ragazzo ho cominciato a seguire le partite con gli amici, lo spareggio con il Trento in C2 è un ricordo limpido, così come le tante trasferte in motorino, quelle più vicine. So a memoria la formazione del 1980, le mie radici di tifoso sono profonde.

È possibile conoscere i termini economici dell’operazione?

Banzato: Due milioni e mezzo di euro per il passaggio delle quote.

Quanto ha influito la trattativa parallela con Figoli nel suo ingresso nel Calcio Padova? In questi mesi tanti hanno detto che lei si sente un presidente da Serie A, pensa davvero, con calma, a questo?

Banzato: Per quanto riguarda Figoli lascio la parola a Joseph.

Oughourlian: Sì, ci sono state trattative con Figoli, siamo andati abbastanza vicino a chiudere ma non so bene cosa sia successo. So però che questa soluzione è la migliore per tutti. Ho sempre cercato di avere padovani al mio fianco, ora che ho passato le quote di maggioranza il mio obiettivo era trovare un padovano.

Banzato: Avevo scordato di ringraziare a sufficienza Joseph per quanto fatto in questi sei grandi anni. Tornando alla domanda, l’ambizione ce l’ho, ci vuole quando si fanno le cose: l’obiettivo deve essere migliorarsi sempre.

Il Petrarca Rugby è una delle società più gloriose del rugby italiano: dedicherà tempo anche a questo?

Banzato: Nel Petrarca Rugby siamo un gruppo di amici, ci troveremo nei prossimi mesi e capiremo cosa fare in futuro. È governato da un gruppo di cui faccio parte e continuerò a far parte, decideremo insieme cosa fare. Sono convinto che si proseguirà al di là di una singola persona.

Che tipo di azionista di maggioranza sarà lei?

Banzato: Io sono un assertore convinto: in azienda bisogna scegliere persone competenti e poi lasciarle lavorare. Se rompi le scatole a chi lavora ogni cinque minuti sbagli. Ovviamente ci sarà confronto sulle decisioni ma io non sono un professionista del calcio all’altezza di chi lavora in società, io sono un tifoso. Anche al Petrarca ho sempre fatto così.

Un arrivo a Padova a qualche anno di distanza dai primi approcci: è vero che se ne era parlato anche in passato?

Banzato: Certo, ma come ho detto serviva che le cose si allineassero, in questo Francesco Peghin ha aiutato molto: è sempre stato discreto ma senza mai dimenticarsi di parlare di questo passo, sempre con classe. Questo non è un passo che si fa a cuor leggero, per farlo serve convinzione.

Visto che la precedente proprietà con l’amministrazione non andava molto d’accordo: tu ci hai già parlato?

Banzato: Di definito non c’è nulla, come gruppo noi con l’amministrazione abbiamo un buon rapporto e anche io personalmente con il Sindaco. Credo che sarà mantenuto, non vedo motivo per cui non debba essere così.

A livello emotivo e pratico, quale è stata la spinta decisiva?

Banzato: Direi che da quando è arrivato Francesco Peghin ho pensato potesse essere il momento giusto. Come sapete avevo altri impegni a cui avevo dato la mia parola, ora si è liberata la possibilità di fare questa operazione. Quando Francesco ha capito che i miei impegni si erano sciolti mi ha contattato e io ho portato avanti con piacere la trattativa, prima con qualche parola tra noi, poi andando sul formale.

Che differenza c’è tra il calcio francese e il nostro? E che consiglio darebbe a Banzato sul calcio italiano?

Oughourlian: Ci sono tante differenze. Nel mio caso con il Lens ho preso un impegno societario da presidente, qui invece sono arrivato per coprire il progetto fallito dell’azionista di maggioranza. Se nessuno fosse arrivato chissà dove saremmo ora. Ho sempre lavorato per riportare la squadra in Serie B e ridare lustro a questa società. Oggi però è un giorno di ringraziamenti: voglio ricordare i momenti belli e non commentare le difficoltà avute. Ringrazio tutti i padovani: anche se non sono più azionista rimango tifoso, spero di poter tornare all’Euganeo più tranquillo. Sarò sempre tifoso del Padova e mi sento molto legato sia alla città che al club. È un momento bello per il club ma un po’ amaro per me: mi tengo l’amore e i momenti belli, sono felice di aver riportato la società in Serie B e di consegnarla ora nelle migliori mani possibili.

Un messaggio alla piazza?

Banzato: Prima di tutto di starci vicino. Ho visto che si è creato un bel clima intorno alla società e alla squadra, l’appello ai tifosi è quello di starci sempre vicino. È una società in cui chi è azionista conta fino a un certo punto: la squadra è della città e dei tifosi, chiedo solo di starci vicino.