Padova, Osuji: "Penso di avere più di un minuto nelle gambe..."
Willy Osuji, il suo momento e quello del Padova.
Sulla Nocerina: “Devo essere sincero? Non me ne frega niente, mi importa solo del Padova…”
Sul contratto: “Restare? Io a Padova mi sono trovato bene, mi dispiace solo per come è andata questa stagione… Perché ho giocato poco? non lo so, io non credo di aver sbagliato nulla visto che mi alleno sempre al 200%… Poi è l’allenatore che decide chi mettere in campo, io posso solo metterlo in difficoltà. Rifarei questa scelta? La vita è imprevedibile, sennò non sarebbe vita…”
Sul Padova: “Il calo nell’ultimo mese e mezzo? Non saprei… A volte pur lavorando bene non arrivano i risultati! Io comunque scommetto su questa squadra… Faccio i complimenti in primis al presidente per aver dato a Foschi la possibilità di fare una squadra così forte, ma il calcio non è matematica… Fosse matematica non servirebbe neanche scendere in campo! Guarda il Sassuolo, l’anno scorso aveva fatto una squadra della madonna ed invece è andato ai playout…”
Su Dal Canto: “Mi ha parlato sabato? No, ma cosa dovrebbe dirmi? Eravamo 3-0 e mi ha fatto entrare all’ultimo minuto, cos’avrebbe dovuto dirmi? Mi è dispiaciuto molto giocare così poco, stavo bene… Evidentemente pensava che potessi servire per quel minuto! Peccato, penso di aver più di un minuto nelle gambe (ride, ndr)! Non sono io che sceglie chi va in campo… Se vengo chiamato in causa farò il mio dovere come sempre!”
Sulla stagione: “Mi dispiace non essere riuscito a dare una mano ma non è ancora finita! Niente è impossibile… I calcoli? Li faccio a fine stagione… Io sono pronto!”
Sul suo ritorno: “Sono tornato, e mi sento benissimo fisicamente. Sono contento di essere tornato in campo, ho lavorato tanto per farela. Infortuni? Prima una lesione di primo grado, poi una ricaduta, poi la seconda ricaduta con la Primavera e infine un affaticamento… Ho recuperato bene, sono passati 40 giorni da quando mi sono fatto male l’ultima volta! Ho sofferto tanto anche mentalmente perché vedevo gli altri giocare mentre io faticavo per recuperare…”


