Padova, Legati: "Errore clamoroso"
Si mangia la maglia con gli occhi gonfi e rossi, quasi stesse per scoppiare in lacrime, Elia Legati. L'arbitro lo ha appena espulso dopo una doppia ammonizione quanto mai discutibile, e lui non riesce proprio a darsi pace. Appoggiato alla balaustra che sorregge il tunnel dello spogliatoio il centrale biancoscudato osserva la reazione dei compagni, con un'aria che definire afflitta sembra quasi un eufemismo. Il cartellino rosso proprio non lo manda giù, Legati, che anche 12 mesi fa a Piacenza ci mise un bel po' prima di ritrovare il sorriso dopo un'espulsione. Ma se in quel caso si abbandonò ad un apprezzabile mea culpa, ieri non riusciva a darsi una spiegazione: «Per quanto riguarda la prima ammonizione - spiega il difensore di scuola Milan - credo si sia trattato di un fallo come tanti altri. Sono andato per saltare di testa e ho messo la mano sulla spalla di Bernacci. Mi sono allontanato e l'arbitro mi ha detto: "alla prossima ti sbatto fuori". A quel punti mi sono girato perché mi è sembrata una frase poco sensata visto che era il primo fallo che commettevo. Ho cercato il dialogo con il direttore di gara, appoggiandogli una mano sulla schiena per chiedergli spiegazioni. Lì forse ho sbagliato, lui l'ha presa come una mancanza di rispetto e mi ha ammonito». Passano una decina di minuti e il signor Melchiori da Ferrara tiene fede alla sua promessa: «L'espulsione ha veramente del clamoroso. C'è stato un contrasto normale a metà campo, lo stesso Bernacci mi ha confessato di non
aver capito cosa abbia visto l'arbitro per fischiare il fallo. E invece mi ha ammonito ancora. Mi dispiace veramente tanto, ho chiesto scusa alla squadra per averla lasciata in dieci. Sono rammaricato ma quel che più conta è la grande reazione dei miei compagni che sono riusciti anche in inferiorità numerica a portare a casa una grande vittoria». Peccato, però, che sarà costretto a saltare la sfida di Empoli. «Mi dispiace, sarà una trasferta delicata contro un avversario che non se la passa molto bene e avrà voglia di riscatto».


