Padova, l'ex Radrezza: "Sogno di tornare come allenatore, il cucchiaio al Vicenza è il mio ricordo più bello"
In un'ampia intervista a PadovaSport.tv, Igor Radrezza, centrocampista padovano classe '93, ha ripercorso le tappe della sua carriera, soffermandosi sul legame viscerale con il Padova e sulla sua attuale avventura con l'Union Clodiense in Serie D. Dopo l'addio sofferto ai biancoscudati e il fallimento della Spal, il regista ha ritrovato entusiasmo a Chioggia, ma il suo sguardo resta sempre rivolto verso lo stadio "Euganeo".
Dopo lo svincolo forzato in estate, Igor Radrezza ha scelto di ripartire dalla Serie D a ottobre. "Ho trovato la situazione più ideale per me per il mio momento di vita e di carriera. L'Union Clodiense era partita male, era addirittura nella parte bassa della classifica. Poi c'è stato un cambiamento e la squadra è riuscita pian piano a mettere apposto le cose", ha spiegato il centrocampista. Nonostante il campionato sia stato vinto dal Treviso, la squadra punta ora ai playoff: "Speriamo di essere ripescati, visto che in Serie C saltano squadre ogni settimana. Ad oggi mi è stato proposto il rinnovo di contratto e stiamo valutando, ma mi sono trovato bene".
Nonostante giochi altrove, Igor Radrezza rimane un tifoso accanito della squadra della sua città, attualmente impegnata nella lotta per mantenere la Serie B. "Per me è la squadra del cuore. Ci sono nato e cresciuto. Volevo chiudere la carriera a Padova, l'ho fatto in un momento in cui ero nel pieno della maturità. Gli ultimi due anni sono stati pieni di emozioni, ma anche di delusioni, perché avrei dato qualsiasi cosa per vincere il campionato", ha confessato l'ex biancoscudato. Sulla situazione attuale del club in Serie B, ha aggiunto: "Ho visto le due partite fondamentali con Empoli e Reggiana e sono state vinte dall'ambiente. Con queste due vittorie basta fare gli ultimissimi punti per mantenere la categoria, cosa fondamentale quest'anno".
Uno dei momenti più iconici della sua esperienza a Padova resta il rigore calciato con lo scavetto nel derby contro il Vicenza. "Sembrerà una cosa strana, ma l'ho sempre sognata una cosa del genere, fin da quando ero piccolino. Mi ricordo che da bambino prima di dormire ogni sera chiudevo gli occhi e pensavo che se un giorno avessi giocato nel Padova, all'Euganeo avrei fatto il cucchiaio. Ero certo che il portiere si sarebbe buttato tutta la vita. Sarà il ricordo più bello della mia carriera, realizzato con la maglia del Padova contro la più grande rivale storica", ha ricordato con emozione.
Igor Radrezza ha espresso anche una critica verso le regole attuali che impongono l'utilizzo dei giovani (under) nei dilettanti: "Secondo me questo è il più grande danno che fai a un ragazzo, perché non ti aiuta a crescere, ti dà l'obbligo di giocare. All'epoca mia, o eri forte oppure non potevi stare a quei livelli". Guardando al futuro, il centrocampista ha le idee chiare su cosa fare una volta appesi gli scarpini al chiodo: "Ad oggi vorrei rimanere nel mondo del calcio, ma in veste di allenatore. Se un giorno dovesse arrivare una telefonata da Padova, ci andrei subito. Magari si aprirà un capitolo da allenatore, me lo auguro".


