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Padova, Italiano-Milanetto: separati dalla nascita

Padova, Italiano-Milanetto: separati dalla nascita TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Federico Errante
giovedì 27 ottobre 2011, 18:12Padova

Uno fotocopia dell’altro: se Italiano gioca, Milanetto va in panchina. O viceversa. Troppo uguali per stare insieme, troppo forti per farne a meno. Staffetta di lusso, quella del Padova. Volendo, una staffetta politically correct: il torinese e il siciliano, Nord chiama Sud. Loro, più semplicemente, si raccontano così.

Chi guadagna di più?

Italiano: «Non lo so, ma penso lui».

Milanetto: «Non ne ho la minima idea. E comunque se andiamo in A, il premio sarà uguale».

Chi è più bravo?

I: «Tutti e due».

M: «D’accordo: ci conosciamo da ragazzi, ci siamo trovati a fine carriera».

Il più bello?

I: «Io, perché ho il fascino del meridionale».

M: «Non ho dubbi: io».

Chi tira meglio?

I: «Omar ha segnato due gol strepitosi».

M: «In questo campionato, io».

Chi fa meglio gli assist?

I: «Io ho il lancio di 40-50 di metri, lui la palla morbida».

M: «Direi che siamo alla pari».

Chi corre di più?

I: «Io, faccio un metro in più…».

M: «Mettiamola così: siamo bravi a leggere la giocata prima degli altri e sappiamo accorciare il campo. Ma non dovete chiederci di essere anche veloci».

Convinca Dal Canto a farla giocare.

I: «Mister, tocca a me che sono più giovane».

M: «Fai quello che ti senti che va bene».

Date del tu a Dal Canto?

I: «No, ha oltre due anni più di me, merita rispetto. Certo, è strano vedere come un allenatore così giovane è maturato tanto in fretta».

M: «Logico. E’ quasi un coetaneo».

Il gol che non dimentica?

I: «Contro la Fiorentina quando ero al Verona (stagione 2000-2001, vittoria 2-1 del Verona, ndr).

M: «Quello alla Samp a Marassi che considero ancora casa mia. Il modo perfetto per chiudere un ciclo e cominciarne un altro».

Ha capito perché ogni tanto lei resta fuori?

I: «Sinceramente no, Dal Canto sta cercando di tenerci tutti e due sulla corda».

M: «Dipende dagli incubi che Dal Canto ha la notte prima della partita. Scherzo: sceglie in base alla partita e all’avversario. E comunque non dà mai spiegazioni».

Favorevole all’alternanza?

I: «Se le cose vanno bene…».

M: «Se serve alla squadra… E poi se si alternano due giocatori con le stesse caratteristiche, la squadra non viene stravolta».

Giocherete mai insieme?

I: «A partita in corso e magari in svantaggio, io potrei fare la mezz’ala, come quando giocavo a Verona, ma sempre col 4-3-3».

M: «Non lo so, difficile con un modulo con tre centrocampisti, nessuno dei quali ha la corsa lunga. Forse col 4-4-2. E comunque finora non è mai successo».

Perché il Padova andrà in serie A?

I: «Perché ha giocatori esperti per la categoria e la società ha lavorato bene».

M: «Perché è una squadra che capito che questa è una stagione importante».

Il Padova resta in B se…

I: «Si mette a sottovalutare gli avversari».

M: «Le due squadre più forti di noi, cioè Torino e Sampdoria, non sbagliano campionato. La Serie B è lunga e difficile, puoi perdere dovunque e con chiunque. Io sono stato promosso con il Genoa soltanto all’ultima giornata».

Un aggettivo per Milanetto.

I: «Tranquillo, pensavo che chi ha fatto per anni il capitano del Genoa fosse un urlatore, un tipo irascibile. E invece sa dire le cose in modo molto rilassato».

Un aggettivo per Italiano.

M: «Intelligente, si sta dimostrando un vero allenatore in campo. A differenza di me che, chiusa la carriera, farò di sicuro qualcosa di diverso».

Un aggettivo per Dal Canto?

I: «Predestinato».

M: «Promettente».

Saluti Milanetto in siciliano.

I: «Ciao compà, oi iocu iu».

Saluti Italiano in torinese.

M: «Cerea, caro Vincenzo. Però mi spiace: se lui si mette a parlare in siciliano, io non capisco niente».

 

Fonte Gazzetta dello Sport