Padova, Il tempo lenisce le ferite..
Il tempo lenisce le ferite. Così la rivincita tra Calori e Conte, protagonisti di quel burrascoso e indimenticabile Perugia-Juventus del Duemila, si risolve in un pareggio che di tempestoso e memorabile non ha proprio nulla.
Il Padova si presenta con Italiano trequartista invece di El Sharaawy, tenuto in panchina tutto il pomeriggio: la scelta di Calori dà sostanza al centrocampo, che insiste con diligenza nei raddoppi sulle ali del Siena, incapaci così di aprirsi. Calaiò è l'unico che riesce a ricavarsi qualche spazio, almeno nel primo tempo, e a creare la prima palla gol, il sinistro che sfila di poco a lato al venticinquesimo.
Il Padova ci mette la voglia, ma i palloni giocabili per Vantaggiato e Ardemagni non arrivano mai in modo pulito. E quando succede, vedi l'errore di Rossi alla mezzora, l'ex Atalanta non riesce a trasformarlo in oro come faceva l'anno scorso a pochi chilometri da qua, in maglia Cittadella.
Chi fa la partita è quasi ovviamente il Siena, che solo saltuariamente fa ciò che dovrebbe: recupero alto e giocata di prima che da Calaiò trasferisce il pallone a Mastronunzio, diagonale largo. È il trentasettesimo e sarà l'ultima occasione chiara non solo del primo tempo, che si chiude con un colpo di testa alto di Ardemagni, ma del resto della partita.
Il Siena viaggia al risparmio, il Padova resta ai confini dell'area toscana, limitandosi a innocue conclusioni dalla distanza, che mai stuzzicano Coppola. Dopo un sinistro di scarse pretese di Brienza che trova attento Cano, al sessantesimo il portiere bianconero pensa di ravvivare da solo il pomeriggio rilanciando male: Vantaggiato innesca Ardemagni che di nuovo fa la scelta sbagliata.
Conte è il primo a muoversi: l'ingresso di Vergassola per Reginaldo disegna un 4-3-1-2 con Brienza trequartista e poco dopo con Caputo al posto di Mastronunzio. Calori risponde con De Paula per Ardemagni: gli effetti saranno comunque deludenti. Calaiò ci prova un'ultima volta su punizione appena oltre la mezzora della ripresa, lasciando poi il posto a Larrondo, solitamente spietato quando entra dalla panchina. Stavolta però la palla buona capita a dieci dal novantesimo a Caputo, servito da Brienza: il piattone finisce in curva.
L'ultima mossa di Calori è Cuffa per Italiano, mentre il pubblico invoca El Shaarawy. Ma l'intento è portare lo zero a zero fino al termine dei quattro minuti di recupero. Risultato interlocutorio per le due squadre: il Padova rinsalda la posizione di Calori ma si allontana dai playoff, il Siena resta seduto sulla poltrona del secondo posto per assistere ad Atalanta-Novara.


