Padova, Calabro: “Motivazioni altissime: su Pompetti, Zuelli e il mercato…”
Vigilia di Udinese-Padova per Antonio Calabro, che presenta la sfida valida per il secondo turno di Coppa Italia e fa il punto sul percorso del suo Padova a poco più di una settimana dall’esordio in campionato. Il tecnico biancoscudato sottolinea le motivazioni del gruppo e l’importanza di affrontare un avversario di categoria superiore con la massima attenzione.
«Le motivazioni della squadra sono altissime. I ragazzi danno l’anima durante gli allenamenti e faranno altrettanto in partita. Perdere non piace a nessuno, questo è evidente, ma sappiamo anche chi andiamo ad affrontare. Il coefficiente di difficoltà si alza e, se vogliamo passare il turno, la possibilità di commettere errori deve essere molto bassa. È uno step ulteriore nel percorso di crescita, sia mentale sia fisica».
Calabro ha già le idee chiare sulla formazione: «Cerco sempre di mettere in campo la squadra migliore. Ho le idee chiare e anche le scelte che farò saranno orientate in prospettiva della prima giornata di campionato».
Il tecnico parla poi del rapporto con Padova e del senso di responsabilità nei confronti della piazza: «Sono emozioni belle. Sento una grande responsabilità nei confronti di una piazza che mi ha accolto benissimo e che mi sta trasmettendo tanta passione ed entusiasmo. È una responsabilità positiva, non qualcosa che mi opprime. La squadra deve percepire questo entusiasmo, sapendo che ci saranno difficoltà, ma anche che con la mentalità e l’atteggiamento giusti si possono affrontare da squadra».
Sono trascorsi 35 giorni dall’inizio del lavoro: «In ritiro ho lavorato con il gruppo, poi ci sono stati inserimenti graduali. La squadra si sta conoscendo e amalgamando. Ci sono priorità fisiche, ma soprattutto mentali: su questo aspetto ho insistito molto. In una piazza passionale come Padova credo ci siano delle linee guida precise da seguire. Siamo nella stessa situazione di tante altre squadre: stiamo cercando i meccanismi e costruire una squadra passa inevitabilmente dall’esperienza del campo e dalle partite vere».
Contro l’Udinese servirà un ulteriore passo avanti: «I progressi devono riguardare l’aspetto fisico, tattico e tecnico. Dobbiamo evitare di concedere a una squadra già forte opportunità che possono diventare decisive. Voglio vedere una mentalità che possa rappresentare una linea guida per tutto il campionato. In fase di non possesso bisogna andare sui riferimenti davanti, perché loro hanno attaccanti molto bravi a ribaltare l’azione».
E proprio le difficoltà saranno un banco di prova importante: «Mi interessa vedere il timbro della squadra nei momenti complicati. Valutare la squadra nei 90 minuti, soprattutto quando saremo in difficoltà, sarà importante. Voglio vedere migliorata quella capacità di soffrire, quella predisposizione al sacrificio».
Finora, però, il bilancio è assolutamente positivo: «Per ora sono tutte cose positive. Senza l’ansia del risultato è tutto rose e fiori, ma sono sicuro che vedremo aspetti positivi anche nelle difficoltà. Ho conosciuto la città, le persone e l’impianto dove ci alleniamo. Ci sono persone che ci permettono di avere un’organizzazione straordinaria. Io voglio portare la mia mentalità, anche andando a volte a gamba tesa, ma è un lavoro che devo fare».
Gli indisponibili per la sfida sono Seghetti e Marcolini.
«Vorrei vedere in campo delle sensazioni che possano essere percepite anche da chi guarda la squadra. Mi piacerebbe vedere rapidamente l’organizzazione, la qualità tecnico-fisica e soprattutto quell’atteggiamento che deve rispettare la piazza».
Calabro si sofferma anche sui nuovi arrivati e sulla loro duttilità: «Pompetti lo abbiamo preso per fare l’interno di centrocampo, mentre Zuelli è stato individuato per fare il pivot. Sono giocatori funzionali, che possono ricoprire più ruoli e garantirci diverse soluzioni in entrambe le fasi».
Importanti anche le alternative sui calci piazzati: «Abbiamo giocatori che ci garantiscono soluzioni importanti sui calci piazzati e che hanno una gittata notevole».
Infine, una battuta sui 50 anni festeggiati nei giorni scorsi: «Mi ha fatto piacere festeggiare, ma non cambia niente per me. È venuta a trovarmi la mia famiglia e ho passato un compleanno sereno. Poi, insieme a Lasagna, abbiamo festeggiato anche con la squadra».
Sul mercato, invece, Calabro non sembra avere particolari richieste: «Per me non manca niente. Sono soddisfatto del lavoro fatto e della rosa che abbiamo a disposizione. Ci sarà chi di dovere a valutare se manca qualcosa, ma io sono contento della squadra finora. Noi allenatori dobbiamo toglierci dalla testa la mentalità di pretendere sempre qualcosa in più: il nostro compito è migliorare i giocatori che abbiamo».


