MATTINO DI PADOVA - NASCONO LE RONDE BIANCOSCUDATE
Giocatori attenti, stanno arrivando le Ronde Biancoscudate. Finiti i tempi di Rocco, Scagnellato e della «commissione interna» che autodisciplinava i panzer del Paròn, ora le regole del gioco le detta direttamente la curva. Per email. Cari giocatori se volete il quieto vivere d’ora in avanti comportatevi così, ordina e suggerisce il popolo della Fattori, anzi lo scrive addirittura, nel comunicato indirizzato al Padova.
A buon intenditor poche parole. Certo, c’è una bella differenza fra andare alle 18 del pomeriggio all’inaugurazione di un club brindando con un analcolico, o farsi beccare invece all’una di notte del venerdì in un locale notturno, magari anche in compagnia di due cubiste. Ma si sa che i troppi distinguo indeboliscono l’azione. Sicchè da adesso, così dice la curva, tutti i tipi di festeggiamenti sono aboliti, e la bella vita (ammesso e non concesso che i giocatori l’abbiano mai fatta, si capisce) anche. In più, gli ultrà del comunicato, aggiungono una sorta di disponibilità, chiamiamola così, a vigilare in discoteche, locali notturni, ma anche cene di club, celebrazioni del Centenario e insomma in tutti i possibili luoghi di perdizione in cui possano nascondersi i loro ex beniamini. E come chiamarle, queste operazioni di setaccio notturno, se non appunto Ronde Biancoscudate?
Quanto alla richiesta di far scattare anche il silenzio stampa, aldilà dei toni generali, be’, non è detto che sia una cattiva idea. Anzi. Non solo perchè i silenzi stampa al Padova sono un fatto stagionale (ogni primavera a Padova c’è il silenzio stampa: è come la fioritura dei mandorli e quest’anno ancora ci mancava) o perchè l’anno scorso il black out ha portato benissimo al Padova che ha conquistato la serie B restandosene zitto già da metà aprile. Ma soprattutto perchè di dichiarazioni come quella rilasciate dopo le ultime partite, aria fritta, frasi di circostanza inutili per chi le dice e per chi le legge, nessun tifoso di curva o di tribuna est e ovest ne sentirebbe di sicuro la mancanza. Non temete: vigileremo.


