MATTINO DI PADOVA - IL PADOVA E' VIVO
Doveva essere la notte della riscossa. E lo è stata, perchè il Padova ha vinto la sua nona partita della stagione gettando sul campo le qualità che gli erano clamorosamente mancate a Mantova: grinta, cuore e coraggio. Lottando, sacrificandosi, chiudendo il match sulle gambe e con la lingua di fuori, ma con i tre punti in tasca. Che significano tanto nella bagarre della zona retrocessione, perchè riavvicinano i biancoscudati alle avversarie che sgomitano uno o due gradini sopra di loro. Il Grosseto? Una mezza delusione. Per essere formazione da quartieri alti, non ha fatto vedere grandi cose.
Italiano e Pinilla k.o. C’è una figuraccia da riscattare, quella del Martelli, per Di Costanzo e i suoi, mentre i toscani si presentano all’Euganeo dopo l’ennesima polemica che ha coinvolto l’allenatore Gustinetti e il presidente Camilli, criticato per non pagare giocatori e staff tecnico come meriterebbero. Ti aspetteresti un primo tempo effervescente, e invece ne viene fuori una gara molto bloccata, dove in 40’ sono due sole le occasioni importanti: prima di Joelson, che sugli sviluppi di un angolo battuto da Carobbio gira a rete di testa da pochi passi, trovando però Cano pronto alla deviazione di piede (8’); poi di Renzetti, che sferra un diagonale appena dentro l’area, su cui Aldegani si distende in tuffo e smanaccia in angolo (13’). Purtroppo per il Padova, Italiano, la novità rispetto a sabato insieme a Petrassi e Trevisan (preferiti a Darmian e Rabito, visto che Renzetti è spostato più avanti), si fa male nuovamente alla coscia sinistra e deve abbandonare. Non c’è più il «faro» ad illuminare la scena lì in mezzo, e qualcosa bisogna inventarsi, ma la «matricola» fatica a fare gioco, riproponendo il solito, vecchio copione dei lanci lunghi di Faìsca a scavalcare il centrocampo. Eppure anche Gustinetti ha le sue belle gatte da pelare, dato che il bomber Pinilla, toccato duro una prima volta e rientrato zoppicante, s’infortuna poi al ginocchio sinistro, ed esce in barella (35’).
Cano bravissimo. I sussulti prima dell’intervallo giungono da due conclusioni da fuori di Morosini (41’) e Bovo (46’), facile preda del portiere, ma soprattutto dalla più nitida palla-gol creata dagli ospiti, quando Turati incorna da due passi un pallone spedito sotto porta da Carobbio su piazzato: Cano è portentoso, aiutato da Trevisan, che ribatte sulla linea (48’).
Totò, grande gol. La svolta matura nella ripresa. Cambia passo la squadra di Di Costanzo, e ingrana finalmente la quarta. Comincia a premere con insistenza dalle parti di Aldegani, e Di Nardo fa le prove generali al 7’, quando chiama l’estremo difensore alla respinta, con Vantaggiato che per un soffio manca l’aggancio. Ancora l’ex Toro sfiora il bersaglio su punizione (16’), e subito dopo imbecca Totò, che s’inventa un gol da favola: due avversari aggirati in velocità, dribbling sul portiere in uscita e destro sotto la traversa, nonostante l’estremo tentativo di Melucci che non serve a nulla (17’). L’Euganeo esplode, e si stringe compatto attorno ai propri giocatori. Che serrano le fila, soffrono, ma tengono botta all’assalto del Grosseto. Cano alza oltre la traversa una punizione insidiosa di Carobbio (32’), ma oltre questo l’undici di Gustinetti non va. Anzi, resta in 10 nel recupero per l’espulsione (sacrosanta) di Vitiello, ammonito due volte nel giro di 60 secondi.
Si ritorna in corsa, dunque, per la salvezza. E ora sotto con i due derby, prima a Trieste e poi in casa con il Cittadella. Ma con il cuore gonfio di speranza.


