MATTINO DI PADOVA - FAISCA AL CITTADELLA: "FATTI PIU' IN LA'"
Piove? Governo ladro. Si perde? Difesa scarsa. Il ragionamento è parallelo e aiuta a sintetizzare il pensiero di Vasco Faisca, esasperato dalle critiche piovute sulla retroguardia nelle ultime settimane. Atti d’accusa, secondo il portoghese, fin troppo eccessivi.
«Tifosi, ambiente e stampa hanno addossato alla nostra difesa le colpe delle ultime sconfitte - si sfoga il capitano - Non è giusto, prima di Trieste eravamo la settima difesa meno battuta del torneo (ora l’ottava), significa che non stiamo facendo così male. Se perdiamo è colpa di tutti. Siamo bravi a concedere poco ai nostri avversari ma nelle ultime trasferte non è bastato».
E’ solo sfortuna?
«Nel caso del gol di Cottafava sì, visto che avevamo attuato bene il fuorigioco ma il guardalinee non l’ha segnalato. Nella ripresa è bastato rilassarci un attimo, convinti forse di aver in pugno la gara, per subire il raddoppio. Le colpe sono state date a me e a Cesar ma né io né lui dovevamo marcare Colombo».
Dove si nascondono, allora, i mali biancoscudati?
«Occorre migliorare in fase offensiva, ma non sto gettando la croce sugli attaccanti. Tutta la squadra deve crescere, le prestazioni comunque ci sono».
Ora il derby: rode vedere i cugini così avanti in classifica?
«Non solo loro, dà fastidio vedere tante squadre alla nostra portata sopra di noi. Ora però dobbiamo pensare a salvarci, scendendo in campo con l’obiettivo di “cilindrare” (Faisca dice proprio così) i nostri avversari, a cominciare dal Cittadella».
Magari con un suo gol?
«Speriamo che il mio primo gol coincida con una vittoria. A Trieste ho ribadito in rete la punizione di Patrascu ma quando ho visto che tutti andavano ad abbracciare Bogdan ho capito che non avevo segnato io».
PATRASCU. Infatti è stato ancora il rumeno, così come a Ravenna, a colpire su punizione, segnando il primo gol dopo la nascita delle gemelle. «Una rete dedicata proprio alle mie piccole Irene e Alexandra - spiega Patrascu - Dopo il gol ho baciato il parastinco dove ho inciso i loro nomi e le iniziali di mia moglie Roxana. Tornato a casa le ho trovate tutte e tre felici, peccato solo non aver potuto brindare alla vittoria».
LA SQUADRA. Ieri grasse risate a Bresseo dove è stato preso in giro il magazziniere Piero, vittima di uno scherzo telefonico orchestrato dai giocatori stessi, in cui gli si è fatto credere di partecipare ad un sondaggio elettorale. Oltre a Renzetti e Italiano, che continuano le terapie, ha lavorato a parte Mirco Gasparetto che ha corso in campo. Rientrato in gruppo Jidayi che ha partecipato alla partitella e proverà a rientrare in panchina venerdì. E’ uscito anzitempo Di Nardo, vittima di un fastidio al quadricipite, ma non è in dubbio per Cittadella. Oggi e domani porte chiuse a Bresseo.


