MATTINO DI PADOVA - E' IL CASO DI INSISTERE CON I TEST IN PROVINCIA?
Meglio lasciar perdere. Le amichevoli in provincia, in questo periodo dell’anno, sono un’insidia. Non per colpa degli sparring partner di turno, che, giustamente orgogliosi di misurarsi con i professionisti della serie B, ci mettono il massimo impegno, ma perchè il pericolo di infortunio, per i giocatori del Padova, è statisticamente più alto rispetto ai tradizionali «galoppi» in famiglia di Bresseo. Prendete quanto è successo ieri ad Andrea Bovo dopo pochi minuti dall’inizio dell’amichevole con il Carpanedo: un pallone conteso poco oltre la metà campo, il ginocchio sinistro che impatta sul ginocchio dell’avversario, e la caduta a terra dolorosa, accompagnata da un urlo: «Mi fa male, mi fa male!». Non c’era nulla di cattivo nel contrasto, nè da una parte nè dall’altra, eppure il centrocampista di Mestre, uno degli elementi più in forma della squadra, ha capito subito che la cosa poteva essere seria. Per fortuna non è l’altro ginocchio, già toccato duro in una precedente gara di campionato, e quindi la speranza che Andrea recuperi per sabato è fondata. Ma la preoccupazione manifestata subito dallo staff tecnico biancoscudato è parsa giustificata: sino a quando il dottor Gino Nassuato non ha tranquillizzato tutti, parlando di una botta che non dovrebbe avere conseguenze gravi.
Dopo Bovo, ecco accasciarsi Daniele Vantaggiato: preso un colpo alla caviglia destra, che lo tormenta sin dalla partita con la Reggina, il bomber è uscito dal campo con un sacchetto pieno di ghiaccio stretto attorno al piede. Guaio decisamente meno grave rispetto a quello del compagno, ma sempre guaio è.
E allora, cari signori del Padova, d’ora in poi sarebbe meglio lavorare a casa propria ed evitare i tour in giro per la provincia. La ricerca del consenso e della simpatia va bene, ma l’organico integro viene prima di tutto. E va salvaguardato evitando di correre rischi inutili.


