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MATTINO DI PADOVA - DI NARDO, SEMBRI BAGGIO!

MATTINO DI PADOVA - DI NARDO, SEMBRI BAGGIO! TuttoB.com
autore
Redazione TuttoB
giovedì 25 marzo 2010, 11:48Padova

Bruttino, casuale e inutile. Così avevamo descritto il gol di Di Nardo al Mantova. Ma in tre giorni il mondo si è capovolto per la Pulce. Splendido e decisivo il gol che ha trafitto il Grosseto regalando ai tifosi una prodezza storica. Eletta da Sky miglior rete della giornata, la serpentina del numero dieci ha fatto esplodere i seimila dell’Euganeo. E mentre Totò correva sotto la Fattori si sprecavano i paragoni coi più grandi. Uno su tutti: Roberto Baggio. Per classe e caparbietà il gol contro il Grosseto ha ricordato l’azione con cui il Codino punì la Spagna ai quarti di Usa’94. A tu per tu con Zubizarreta Baggio rinunciò al tiro, scartando il portiere ma defilandosi troppo sulla destra lasciando i tifosi, proprio come all’Euganeo, col fiato sospeso. Quando l’opportunità sembrava sfumata il diagonale del pallone d’oro si insaccò da posizione impossibile passando sotto le gambe di Abelardo proteso in scivolata. Proprio come Mora martedì («e se fosse stata più bassa me l’avrebbe presa» ha confessato Di Nardo). Ma se allora Baggio fu lanciato da Signori, nel gol di Totò c’è di più come ha raccontato il diretto interessato: «Non l’ho stoppata bene ma sono riuscito a eludere la guardia di Turati, puntando la porta. Ho visto Mora che faceva la diagonale e ho pensato a toccare il pallone per metterlo fuori tempo. Poi il portiere, un bestione, mi è venuto incontro e ho preferito saltarlo per non calciargli addosso».

Una prodezza che nasconde un retroscena toccante e personale, svelato da Di Nardo: «Voglio dedicare il gol a Raffaella mia grande amica, scomparsa in un incidente stradale a 27 anni. Siamo cresciuti insieme nel piccolo comune di Calvizzano, era una di casa, è stata fidanzata anche con mio fratello. Quand’eravamo ad Ancona la notizia della sua scomparsa mi ha sconvolto. Sono stato a trovare i suoi che mi hanno chiesto prima di Torino di dedicarle un gol. Era fatta, ma quel rigore maledetto l’ho sbagliato e il periodo nero sembrava non finire. Poi, alla vigilia della gara col Crotone l’ho sognata, è stato un sogno bellissimo. Sono tornato in campo a Mantova e ho segnato, ripetendomi con il Grosseto. A lei e alla sua famiglia dico solo: scusate per il ritardo, ecco la dedica. E non poteva che arrivare con un gol così bello».