MATTINO DI PADOVA - DI COSTANZO: "VINCIAMONE TRE"
Visto l’estremo equilibrio che caratterizza, quest’anno, la serie B, ha probabilmente ragione Nello Di Costanzo: se su un filotto di 4 partite se ne vincono 3, com’è successo al Padova in 20 giorni, si è in grado persino di annullare gli effetti negativi di una prestazione sconcertante come quella di Mantova, costata una giusta sconfitta. Per cui, visto che mancano 11 giornate alla fine del torneo, l’idea di ragionare su blocchi di incontri, con una precisa tabella di marcia, non è sbagliata.
Noi ci proviamo mettendo in fila gli avversari che aspettano i biancoscudati al varco da sabato 27 marzo a martedì 13 aprile, quando si esaurirà il terzo, e ultimo, turno infrasettimanale della stagione. L’allenatore romano, parlando alla vigilia della gara con il Grosseto, aveva risposto a precisa domanda - Firmerebbe per 4 punti nei prossimi due match? - così: «Subito». Aveva poi lasciato intendere che sul gruppo fa più presa l’idea che si possa raggiungere il traguardo auspicato valutando un arco di tempo ristretto, una sorta di mini-campionato a cicli: 3-4 impegni per volta e una serie di risultati auspicabili.
Ci troviamo adesso davanti a due derby, la Triestina sabato e il Cittadella il venerdì 2 aprile pre-pasquale, prima della trasferta di Salerno, anticipata a venerdì 9 (ore 21), e del big-match casalingo con il Lecce all’Euganeo di martedì 13. Il resto, per ora, non deve interessare Faìsca & C., nel senso che ci si penserà dopo. Quanti punti dovrebbe mettere insieme il Padova per cominciare a far quadrare i suoi conti, e sganciarsi dalla zona a rischio, dov’è tuttora, anche se oggi disputerebbe i playout? Quint’ultima (per effetto del vantaggio negli scontri diretti con il Gallipoli) a quota 37, la squadra ha ridotto sensibilmente le distanze dal gruppo scappato in avanti, e inquadra nel proprio mirino tutte quelle che viaggiano sotto i 41 punti, ad iniziare dallo stesso Crotone, che sta meglio. Se il traguardo della permanenza tra i cadetti è stato posto da Di Costanzo a 51 punti, bisogna conquistarne altri 14. E allora ecco la nostra tabella di marcia: 1 punto a Trieste, 3 con il Cittadella, 3 a Salerno e 1 con il Lecce. Due successi e due pareggi: 8 punti su 12 a disposizione. Che, sommati a quelli attuali, spingerebbero la «matricola» sul gradino di quota 45, a sette turni dall’epilogo. Non ci sembra un’impresa impossibile, anche se per restare ai 3 successi su 4 di queste settimane un pari (diciamo Trieste?) dovrebbe tramutarsi in vittoria. Difficile quanto si vuole, ma non un’assurdità.
La condizione da cui non si scappa è però che il Padova sia quello visto in azione nel secondo tempo di martedì sera, all’insegna dello spirito di sacrificio e della capacità di soffrire invocati dall’allenatore romano. Avevamo insistito, in sede di presentazione, sul patto per la salvezza sottoscritto dalle varie componenti biancoscudate al momento del cambio di guida tecnica: bisognava dimostrare che la promessa non era stata scritta sulla sabbia, tirando fuori gli attributi e gettando il cuore oltre il fatidico ostacolo. La risposta è stata una delle migliori prestazioni dell’anno, sicuramente la più convincente del tribolato girone di ritorno.
Uscito dal grigiore dell’inverno ed entrato in una primavera che ci auguriamo piena di sole, il Padova deve convincersi che può battere chiunque, così come può perdere contro chiunque. E’ a livello di convinzione mentale che lo aspettiamo da tempo al salto di qualità. La rabbia e la carica messe in campo contro il Grosseto sono la riprova di ciò che ci vuole per uscire da una crisi durata sinceramente troppo a lungo.


