MATTINO DI PADOVA - CHI SEGNA PER PRIMO FA L'EN PLEIN
Meno 4 al primo derby in serie B allo stadio Euganeo. Mai prima di quest’anno Padova ha potuto vantare due squadre così in alto nel calcio che conta. Ma se attese, cornice di pubblico e atmosfera saranno quelli del grande evento, il leit motiv della sfida ricalca il più classico dei motti da patronato: chi segna per primo vince. Frase usata spesso nelle partitelle fra amici quando, dopo una goleada, per stabilire il vincitore si applica questa semplice regola.
Stessa storia, ma concetto un po’ diverso per Padova e Cittadella. Negli ultimi tre mesi, infatti, entrambe le squadre sono riuscite a portare a casa i tre punti soltanto nelle occasioni in cui sono passate per prime in vantaggio. Ultimi tre mesi: il periodo non è casuale e coincide con l’inizio del girone di ritorno. Dopo mezzo campionato in cui il Padova è sempre stato davanti ai “cugini”, la crisi in cui si sono precipitati i biancoscudati a metà novembre ha portato all’aggancio granata proprio all’ultima giornata del girone d’andata, con le due squadre appaiate a ridosso della zona playout, a quota 25 punti. Ma da allora il Citta ha messo la freccia ed è sgommato via, doppiando i “cugini”. Solo 12 i punti guadagnati dal Padova nel girone di ritorno, quasi la metà delle 22 lunghezze conquistate da Foscarini. E a soli 10 turni dal termine non può che essere questa la dimensione delle due compagini: un Padova da zona salvezza, e un Cittadella da playoff, come dimostra la classifica del girone di ritorno, che vede Cherubin e compagni secondi a un punto dal Torino e a + 10 sui biancoscudati, terz’ultimi davanti soltanto alle derelitte Gallipoli e Salernitana. In poche parole, all’Euganeo venerdì sera andrà in scena un vero e proprio testa-coda. Alzi la mano chi, alla vigilia del torneo, l’avrebbe mai detto.
Ma cos’è successo in questi tre mesi? Le similitudini tra le due squadre si fermano solo, come detto, al «chi segna per primo vince». Delle nove vittorie conquistate finora dal Padova, soltanto contro la Salernitana si è dovuto ribaltare uno svantaggio iniziale. Stessa storia per i granata versione playoff, quelli delle 5 vittorie consecutive. Ma se per il Citta subire un gol per primo può voler dire anche pareggio (vedi rimonte in extremis con Brescia e Cesena), per il Padova dell’ultimo periodo ha sempre significato sconfitta. Una brusca inversione di tendenza rispetto ad inizio campionato, quando l’undici di Sabatini si era reso protagonista di grandi rimonte come a Grosseto, Frosinone e nello stesso derby d’andata. Un’involuzione che ha portato anche a subìre beffe evitabili (ricordate Ancona?). Difesa tallone d’Achille per il Padova, come hanno dimostrato le ultime due sconfitte esterne, entrambe per 2-1, con quattro gol incassati tutti all’interno dell’area piccola, zona che dovrebbe essere sempre preda di portiere o centrali difensivi. E che invece mette a nudo tutti gli imbarazzi della retroguardia biancoscudata, che dei 35 gol subìti in campionato ne ha incassati ben 13 con conclusioni arrivate da due passi. Un bel guaio in vista dell’arrivo di due opportunisti doc come Ardemagni e Iunco, letali a pochi metri dalla porta.
Punto debole del Cittadella, sebbene parzialmente corretto nell’ultimo periodo, rimangono i calci da fermo, situazioni nelle quali i granata hanno incassato finora 12 reti. Il Padova, già a segno all’andata su calcio d’angolo, cercherà di approfittarne, forte dei sette palloni scaraventati in rete finora sugli sviluppi di punizioni.


