Nocerina, tanto fumo...
E' una Nocerina che crea, gioca, corre e macina chilometri, ma che alla fin dei conti non raccoglie nemmeno un quarto di ciò che produce. L'emblema di queste prime gare è tutta nell'immagine di Lele Catania che ad un passo dalla porta spara a lato, una macrosequenza di attimi che rappresenta a pieno questa squadra che riesce ad arrivare fin dentro al cuore dell'area avversaria salvo poi sprecare malamente. Due minuti prima c'era riuscito Castaldo a sbagliare l'impossibile su assist del solito Farias, facendo rimbalzare nelle menti di molti l'affermazione che forse alla Nocerina ciò che manca è un bomber in grado di mettere la palla nel sacco. Nella passata stagione a far gonfiare la rete s'erano alternati i tre tenori (Catania, Negro, Castaldo), indossando la maglia del goleador un pò per uno e dividendosi gli oneri (e gli onori) di una squadra che creava le medesime azioni da gol che oggi, invece, non vengono concretizzate. Oggi, invece, sembra quasi che ci sia una maledizione a far compagnia alla Nocerina in questa avventura, prima qualche errore arbitrale di troppo, seguito da una serie indescrivibile di errori difensivi, condito da una sequenza incredibile di infortuni (ultimo quello di Pomante) ed infine la gara storta per antonomasia contro il Gubbio con i rossoneri che oltre al rigore hanno sbagliato almeno altre tre palle da gol nitide.
E' una Nocerina che si crea e si distrugge da sola, a sprazzi bellissima e invidiata da tutti per il gioco espresso, ma che sta iniziando ad essere odiata dagli stessi tifosi molossi i quali iniziano a sperare di vederla meno narcisa e più concreta. Una Nocerina schiava di se stessa, che si piace e si compiace guardandosi allo specchio, mentre costringe gli avversari a correrla dietro e a sudare per smorzare le trame offensive sempre nette e precise, gli stessi oppositori però che al primo errore la puniscono come se fosse la più indifesa delle creature. Basta un attimo per trasformare una gara dominata in lungo e in largo in una disfatta, per costringere a guardarsi le spalle in una classifica che giornata dopo giornata si assottiglia sempre di più. Guai però a scagliarsi contro questi giocatori, due indizi non fanno una prova così come due sconfitte non fanno una crisi. Siamo solo all'inizio del campionato e si può ancora nutrire un pò di fiducia. Per vincere e ritornare a sorridere basta poco, serve eliminare qualche sprazzo di superficialità e ritornare alla concretezza di un tempo. Insomma, un pò di spettacolo in meno e qualche punto in più: meno fumo e più arrosto per poter banchettare finalmente come si merita in questa Serie B.


