Nocerina, Plasmati: "Sono di nuovo un giocatore"
Gianvito Plasmati (28) è il ritratto della felicità. A Nocera è tornato a calcare i campi di calcio, dopo l'ultimo anno catanese in naftalina per una firma contestata. Una noia alla zona cervicale gli ha negato la gioia dell'esordio ufficiale con la maglia dei molossi, domenica scorsa contro il Foggia in Coppa Italia.
Ma ormai il più è fatto, Gianvito Plasmati è di nuovo calciatore a tutti gli effetti, e proverà a dimostrarlo domani nella Genova rossoblù in Coppa Italia, stadio, avversario e competizione degli ultimi gol ufficiali, era il 13 ottobre 2010.
In ESCLUSIVA a TMW il racconto della sua rinascita.
Gianvito, perché ripartire proprio da Nocera?
"Ho scelto Nocera perché nella vita bisogna anche essere grati in qualche modo, al di là del rapporto molto forte con il Direttore Pastore, mio compagno ai tempi di Taranto. Loro mi hanno dato la possibilità di allenarmi, la società è stata gentilissima nel farmi rimettere in pista. La Nocerina, avendo creduto in me, è diventata la mia prima scelta. Poi lavorando con loro, tanto ma con cognizione, visto che la squadra gioca a calcio, non ho avuto dubbi. È una piazza calda, piena di entusiasmo, ci sono i presupposti per fare bene".
Com'è andato il ritiro precampionato?
"Non sono al top, ma con i carichi di lavoro che abbiamo fatto al più presto lo sarò".
Hai firmato un biennale con incentivi a obiettivi. Puoi svelarceli?
"Meglio glissare, il gruppo esalta il singolo e il singolo esalta il gruppo. Singolo e gruppo vanno a braccetto, così come gli obiettivi vanno di pari passo".
In questi mesi di stop diverse squadre estere sono state accostate al tuo nome, come mai tanto interesse fuori dai confini italiani?
"Io volevo rimanere in A. In Italia col fatto che ero rimasto un anno fermo nessuno ha scommesso su di me, l'interessamento estero invece c'è sempre stato. Io, dopo tutte le sofferenze subite quest'anno, non potevo però sbagliare la scelta. Oltre al dato economico dovevo scegliere un progetto tecnico, andare a fare la quinta punta anche in un campionato importante non mi serviva. Sono presuntuoso, consapevole dei miei mezzi, ma devo essere in condizione di mettermi in mostra. Senza giocare sarebbe stato difficile. Io sono anche stato dieci giorni a Glasgow con il Celtic, ma c'era da aspettare. M'interessava tanto quella proposta, ma non volevo più tergiversare. Ho avuto troppe scottature, non volevo più rimandare il mio ritorno al calcio giocato".
È vero che sei stato vicino ad un ritorno a Taranto?
"Taranto no, falso, voce infondata. Anche perché ho fatto fatica a scendere in B, figuriamoci andare in C. Ho perso la A per colpe non mie, c'è stata una situazione paradossale che non auguro a nessuno, fare un doppio salto indietro sarebbe stato troppo".
Chi ti è stato vicino in quest'anno di stop forzato?
"Il ringraziamento per quest'anno di forte sofferenza va a pochissime persone. Purtroppo o per fortuna queste disgrazie ti fanno fare una scala di valori delle persone che ti stanno attorno. Ho fatto una bella scrematura nella mia vita, le persone che mi sono state vicine le ho ringraziate di persona. E non sono tante, sono davvero poche".
Catania, un capitolo ormai chiuso: cosa ti porti dietro?
"Preferisco non parlare di Catania. Voglio buttarmelo alle spalle. È la società che mi ha permesso di esprimermi nella massima serie, ma gli eventi successivi sono stati cosi negativi da macchiare tutto".
Dove potrà arrivare la Nocerina 2011/2012?
"Vogliamo mantenere la categoria. È una società giovane, che ha ambizioni ma che ha un progetto tecnico in prospettiva. Salviamoci, anche perché in rosa in pochissimi abbiamo giocato dalla C in su, siamo una matricola in tutti i sensi. Abbiamo però valori importanti, potremo dar fastidio a più di una squadra se riusciremo a metterli fuori".
Ai tempi della militanza etnea, fece notizia uno schema su calcio piazzato che prevedeva che tu ti abbassassi i pantaloncini per disturbare la visuale del portiere. Ripeterai anche in Campania questo schema?
"Qui si lavora in maniera diversa. Magari m'inventerò qualcosa di diverso, vediamo (ride)".


