Nocerina, la sconfitta di routine
La quindicesima battuta d’arresto stagionale per la compagine di mister Auteri non fa notizia più di tanto.
Nel pomeriggio al gelo della Mole il termometro non si schioda da zero gradi e per la Nocerina, al 90’ minuto, il disastroso bilancio, indicato da quell’incontestabile giudice supremo che è la classifica, resta agghiacciante. Ibernati in fondo alla classifica, i rossoneri mandano alle cronache il refrain, per nulla edificante, di una squadra piombata da tempo in perenne coma vigile. Il Torino si sbarazza in scioltezza della Nocerina per 3-1 e si ricandida prepotentemente alla vittoria del torneo cadetto attraverso una prestazione pragmatica, con una buona tenuta difensiva e concretezza sotto la porta avversaria. Il tutto è suffragato dall’indiscusso tasso tecnico della sua rosa: tutto ciò è la sommatoria per il grande salto nella massima serie. La Nocerina con il suo 3-4-3 concede molto ed articola manovre d'attacco che solo in un paio di occasioni riescono ad arrecare un qualche pensiero ai più dotati avversari; in effetti, quando mette su un paio di cose buone, allo stesso tempo ne combina dieci di cattive. Leggasi mancanza di equilibrio. Folate offensive dei rossoneri molto spesso senza costrutto e per il Torino si aprono sistematicamente praterie sterminate: troppa grazia per il già tecnicamente più forte undici di mister Ventura. Per Bruno e compagni sprazzi di bel gioco in mezzo ad un dominio granata tendenzialmente macroscopico. Gli squilli di D’Ambrosio, Vives e Stevanovic risaltano la superiorità della squadra di casa e mettono a nudo gli atavici problemi della truppa di mister Auteri, la quale nei calci piazzati degli avversari e nei propri errori di posizione ha solo alcune tra le pecche più lampanti e perduranti. La decima rete di Castaldo in questo campionato non è foriera di alcun improbabile stravolgimento del match, né di difficoltà nella gestione del risultato per il Torino, che controlla e attacca organicamente.
Per la Nocerina, dopo ventisette gare giocate, cinquanta reti al passivo, quindici sconfitte e tre mesi e mezzo di astinenza dalla vittoria, ci si chiede quando un sussulto da tre punti arriverà. Attanagliati da numeri che sono la risultante di un pessimo stato di cose che, a sua volta, affonda le radici in tempi e modi di cui molto si è detto, i rossoneri devono dimostrare di andare incontro al proprio destino a testa alta in quel che resta di questo campionato. Che Sabato al San Francesco contro il Cittadella possa esserci questo sospiro, per quanto effimero, per l’encomiabile torcida molossa.


