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Nocerina, il derby in chiave tattica

Nocerina, il derby in chiave tattica TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Luca Esposito
domenica 4 marzo 2012, 18:00Nocerina

In una partita tanto attesa ed importante come il derby è difficile far prevalere il sistema tattico alla grinta ed al furore sportivo che provoca questa partita. Ma in questo derby di ritorno, a prevalere sono state soprattutto le scelte tattiche dei due mister che hanno cercato di preparare al meglio la gara. Visti i pronostici ad avere la meglio sulla scacchiera è stato il tecnico rossonero Auteri che ha preparato uno schema innovativo, mentre l’allenatore delle vespe si è limitato a mandare la squadra in campo con il sistema di gioco che ha fatto tanto bene fin qui in cadetteria. Andiamo ad analizzare punto per punto le scelte dei mister nel pre-gara e tutto ciò che è accaduto durante il derby.

Partiamo dai rossoneri: Auteri inevitabilmente instaura una rivoluzione modificando ogni filosofia di gioco dei molossi. Quello mandato in campo da Auteri è stato un 4-2-3-1 già visto in alcune uscite ma completamente diverso per quanto riguarda lo stile gioco. La squadra è stata nettamente divisa in due filoni con quattro giocatori estremamente difensivi e quattro estremamente offensivi con i due centrocampisti a collegare le due fasi. La scelta di inserire sulle fasce difensive due centrali come Figliomeni e Pomante a scapito di terzini rapidi come Laverone e Bolzan è ben chiara: tutti in avanti ma senza scoprirsi. Con i quattro uomini di grande spessore difensivo davanti a Concetti, anche Bruno e Barusso hanno avuto l’autorizzazione a partecipare alla manovra offensiva. Ma il sistemo di gioco di Auteri cambia soprattutto con la scelta di inserire Negro ai danni di Castaldo. Sostituendo un centravanti di peso con una punta mobile cambiano inevitabilmente gli schemi, non più gioco sulle fasce e cross in area ma gioco rapido e di prima con lanci in profondità e non a caso dietro Negro è stata predisposta una forchetta a tre punte di fantasisti per permettere la rapidità del gioco. Braglia invece manda in campo i suoi uomini col solito 4-4-2, con gli esterni di centrocampo molto offensivi. In difesa il tecnico delle "vespe" è costretto ad inserire De Bode a causa delle assenze mentre in avanti schiera il solito tandem d’attacco Sau-Danelivicius.

Ad avere la maglio sul piano tattico è Auteri e lo si vede fin dai primi minuti di gioco. I quattro folletti offensivi rossoneri mettono in grossa difficoltà i macchinosi difensori stabiesi che vengono sorpresi dal nuovo gioco rossonero ed è Negro che, con molta cinicità, ne approfitta fin da subito superando la linea difensiva grazie ad un lancio in profondità, proprio come programmato, ed insacca alle spalle di Seculin. La seconda rete invece è frutto di una prodezza personale. La Juve Stabia soffre anche nella fase offensiva perché la Nocerina è schierata su misura. Bruno e Barusso soffocano Mezzavilla e Scozzarella non permettendogli di dirigere la manovra e gli esterni, sui quali si basa il gioco delle vespe, sono bloccati dai difensori centrali posizionati sulle fasce da Auteri, e come conseguenza la coppia di attacco non può far male essendo privati di ogni rifornimento di palloni.

Tutto procede secondi i piani di Auteri per circa settanta minuti, ma nei restanti venti minuti di scompiglio e arrembaggio la gara tra i due tecnici passa alla girandola dei cambi. Qui ad avere la meglio è il tecnico dei gialloblu. Fuori Raimondi e dentro Mbakogu che si rivela fondamentale. La difesa della Nocerina è stanca ed il nuovo entrato è molto rapido: dopo aver mandato in crisi la difesa rossonero si procura un rigore anche se molto dubbio. Auteri invece sbaglia completamente la scelta dei cambi rimasti a disposizione (ricordiamo che De Franco deve subentrare ad inizio ripresa per l'infortunio di Figliomeni). Con le Vespe tutti in avanti Negro poteva ancora punire Seculin ma il tecnico lo sostituisce preferendo lasciare in attacco Farias che si mostra invece stanco e poco lucido sotto porta, specie nei minuti finali. Braglia invece fa la scelta giusta, sulla scelta dell'uomo più che tattica, mandando in campo Caserta che con la sua esperienza riesce subito ad individuare un buco nella difesa rossonera colpevole nei minuti finale di essere in evidente inferiorità numerica nella propria metà campo. Il gol infatti è arrivato infatti a causa di uno scalo di marcature non completato dalla necessaria diagonale di copertura: Rea è stato costretto ad uscire sull’avversario a limite d’aria, di conseguenza Di Maio deve scalare su Sau lasciando però Caserta tutto solo. In area c’erano quattro giocatori Stabiesi contro solo tre uomini rossoneri, dunque l’errore non è individuale ma del gruppo che ha lasciato troppo scoperta la retroguardia.

Per concludere, la sfida tattica tra Auteri e Braglia termina con un pareggio: Auteri prepara decisamente meglio la gara curando ogni dettaglio ma Braglia ha la meglio nel gestire gli ultimi minuti di gara sfruttando in maniera adeguata i cambi a disposizione anche se il il risultato è stato riaperto più dal rigore concesso con troppa leggerezza dell'arbitro Velotto che dalle scelte tattiche.

Fonte TuttoNocerina.com

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