Nocerina, Farias: "A Verona segno, ma non esulto"
A presentarsi ai microfoni e taccuini dei giornalisti presenti dopo la seduta pomeridiana è stato Diego Farias. Il folletto brasiliano, scelto non a caso per i suoi trascorsi a Verona, ha dimostrato di essere più concreto con le parole di quanto faccia spesso in campo, dove finisce spesso per perdersi tra le sue invenzioni e giocate. La prima domanda che viene rivolta all'estroso talento di Sorocaba è sul match di Venerdì sera e su quale sarà la partita della Nocerina. "Noi cercheremo di fare una bella gara, come abbiamo fatto fino ad ora. Anche Sabato con il Modena però ora il nostro obiettivo principale è quello di fare punti". Il ritorno a Verona sarà un mix di emozioni per Farias, la città di Giulietta è stata infatti la città d'adozione del brasiliano, sbarcato in Italia giovanissimo e cresciuto nelle giovanili del Chievo. "Verona è la mia seconda casa, ho passato quattro anni bellissimi. Due in Primavera e due in prima squadra tra cui un anno all'Hellas. I tifosi mi hanno accolto bene nonostante provenissi dal Chievo e devo ringraziarli sempre. Di quell'anno il ricordo più bello è legata alla rete vittoria che feci contro il Giulianova". Di fronte troverà calciatori come Russo, Esposito, Ceccarelli con i quali ha condiviso l'anno al "Bentegodi" e Farias ha pronta la soluzione per affrontarli. "Si conosco molti ragazzi, cinque o sei facevano parte del gruppo in cui ho giocato. Se so il trucco per saltare Esposito? (ride ndr) So come affrontarlo e ci proverò".
Dal passato gialloblè al presente rossonero, il passo è breve e la domanda fatidica è pronta a scoccare: ma se Farias segna esulta? "No, non penso di esultare perchè sono stato bene. Per me il gol è un obbligo ad ogni gara, ma non si può segnare sempre. Calciare di nuovo un rigore? Se in quel momento pensassi di essere pronto non esiterei a calciarlo". Una punta di polemica la si sente quando gli fanno notare che qualcuno ha indicato la scarsa vena realizzativa degli attaccanti come un male di questa Nocerina. "Io penso che ogni tanto c'è qualcuno che parla troppo". Dal 4-3-3 con il Verona e il Foggia al 3-4-3 della Nocerina, tre modi diversi di intendere il calcio, ma per Farias il migliore è quello attuale di Auteri. "Si, mi trovo meglio oggi perchè gioco con più libertà e penso che sia importante per un giocatore. Posso svariare sul tutto il fronte offensivo senza limiti con Zeman era diverso. Il boemo però è un maestro. Auteri? Anche..".


