Nocerina, c'è già un credito...
Due difensori infortunati nel giro di venti minuti, una traversa colpita, due miracoli del portiere avversario, una rete annullata per fuorigioco e l'unica indecisione di giornata che subito viene trasformata in goal dagli avversari, prendi tutto questo ed otterrai la sintesi di Nocerina-Ascoli. Una gara che è sembrata quasi già scritta, di quelle che non riesci a raddrizzare nemmeno se si continuasse a giocare anche oltre i novanta minuti, con la Nocerina a fare la partita e l'Ascoli a difendere la rete del vantaggio nata dall'unico errore, fatale, di Gori e dalla prima (e ultima) azione dei marchigiani. A questo basta aggiungere la seconda frazione di gara dei molossi, praticamente giocata in una sola metà campo per ottenere l'analisi più semplice: la Nocerina è stata sfortunata. Su questo si può essere d'accordo sicuramente, il legno colpito da Negro in altre circostanze avrebbe potuto avere esiti diversi, la rete annullata allo stesso numero dieci molossi nasce da una clamorosa svista della terna arbitrale ed i due infortuni consecutivi di Pomante e De Franco hanno contribuito a mettere in salita una gara che la Nocerina avrebbe potuto giocarsi tranquillamente e che sarebbe potuta finire con un risultato ben diverso. I rossoneri possono anche considerarsi in credito con la fortuna, il calcio spesso regala partite dagli esiti più strani. Si possono vincere gare immeritatamente e perderne altre senza aver subito nemmeno un tiro in porta, una sorta di compensazione gestita da qualche forza straordinaria.
Guai però a ridurre la sconfitta alla sola sfortuna, sarebbe facile e da sciocchi. Che la dea bendata abbia per una volta "puntato" gli occhi sull'Ascoli a discapito dei molossi non c'è dubbio, ma la Nocerina di contro non ha fatto altro che rendere facile la vita agli ospiti. I rossoneri hanno regalato di fatto un'intera frazione di gioco, i primi quarantacinque minuti, giocando a ritmi bassi per lunghi tratti dell'incontro e gestendo male il possesso di palla e la giornata sì di Del Prete sull'out destro. Il mea culpa rossonero è già stato fatto, ora ci si deve concentrare alle prossime due sfide contro Bari e Torino. La sconfitta del "San Francesco" pesa molto di meno grazie alle sconfitte contemporanee delle dirette concorrenti per la salvezza, ma è un passo falso che di fatto azzera (dal punto di vista della classifica) l'exploit di Livorno. Ora ai rossoneri aspetta una scalata impervia, una doppia sfida da brivi che servirà a saggiare ancora di più le potenzialità di questo gruppo che deve ancora crescere sotto il profilo della maturità e della forma fisica. E' lecito sperare che nei prossimi 180 minuti la fortuna decida di rimettersi in pari con i rossoneri, ma "homo faber fortunae suae" e allora sotto a rimboccarsi le maniche che la dea bendata paga sempre i suoi debiti a chi lavora duramente.


