Nocerina, Battaglia: "Vorrei spazio in questo club"
Lorenzo Battaglia a Nocera non è stato soltanto un calciatore ma un artista del rettangolo verde, un genio dal talento smisurato che in rossonero ha trovato la dimensione giusta per regalare giocate d'autore che resteranno indelebili nella memoria di chi ha avuto la fortuna di vederle. Amato da molti per quel suo sinistro magico, odiato da alcuni per il suo carattere scontroso, per tutti però rimarrà sempre "Bati gol". Un nome, un coro che accompagnava sempre le delizie calcistiche sfornate da quel numero dieci con il pizzetto e i calzettoni coperti dal nastro adesivo. "Bati bati bati gol", ci pensi e quasi lo senti di nuovo echeggiare all'interno del "San Francesco" . Lui Nocera non l'ha mai dimenticata e nemmeno la città ha mai cancellato il ricordo del suo talento, basti pensare che alla sua ultima apparizione in rossonero, il match tra la Nocerina di oggi e le "Vecchie Glorie", i cori e gli applausi sono stati tutti per lui. "Anche i giocatori che hanno vinto il campionato se ne erano accorti e mi dicevano che gli stavo rubando la scena". Scherza Battaglia ma ritorna serio quando gli chiedi del suo presente e lui ti risponde: "Vorrei la Nocerina". Non è una pretesa, è un attestato d'amore nei confronti di una casacca che sente di indossare ancora, un uomo che ha fatto la storia della Nocerina che vuole far parte della Nocerina che sta facendo la storia. Un intricato gioco di parole per dire che all'interno di questa società dovrebbe esserci di diritto spazio per questo numero dieci, così come la Juve ha fatto per Nedved e ha già garantito per Del Piero. Dell'amarezza per i play-off persi e del suo passato a Nocera, Lorenzo Battaglia ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttonocerina.com.
Lorenzo Battaglia, forse l'ultimo grande numero dieci che ha vestito il rossonero. Quali sono i suoi ricordi di Nocera?
"Ricordo sempre benissimo Nocera, una città che mi ha dato tanto e a cui ho dato tanto. Ho cercato di lasciare il segno in rossonero e credo di esserci riuscito, con i tifosi s'è creato un rapporto speciale che si può vedere ancora oggi ogniqualvolta ritorno a Nocera dove penso che tutti abbiano un bel ricordo di me".
Basti pensare al match contro la Nocerina attuale di qualche mese fa dove tutti i cori erano per lei...
"Eh (ride ndr) anche i giocatori della Nocerina di oggi lo dicevano, quasi gli rubassi la scena. Inoltre penso che se fossimo riusciti anche noi a centrare la B sarebbe stata una festa ancora maggiore, siamo stati sfortunati e non siamo riusciti a centrare il nostro obiettivo. Sono contento che la Nocerina ci sia riuscita perchè i tifosi e la società meritano la Serie B".
Tra le tante perle che ha regalato ai tifosi ce n'è qualcuna che custodisce più gelosamente delle altre?
"Personalmente credo di aver fatto tanti gol belli a Nocera ma quello che ricordo più volentieri è la rete all'Ascoli. Un gol importante che ci concesse la speranza della rimonta anche se poi non ci riuscimmo. Meritavamo quella promozione ma forse era scritto che non dovessimo salire".
L'amarezza per gli spareggi play-off fu tanta. Quanto è stato difficile ripartire dopo quella sconfitta?
"E' dura quando sei su un trampolino e cadi, noi eravamo ad un passo dal realizzare qualcosa di immenso ma non ci siamo riusciti. Forse per colpe non nostre e per poteri che andavano al di là del campo da gioco".
Oltre alla rete con l'Ascoli lei ha fatto anche altri gol importanti, indimenticabile una sua rete allo scadere in un derby tra Juve Stabia e Nocerina...
"Anche quello fu un gol importante, lasciare il segno in un derby è sempre una cosa bellissima. Poi tra Juve Stabia e Nocerina la rivalità è forte, ed è stato come se avessi segnato in un Milan-Inter".
Una lunghissima carriera la sua che forse sarebbe stata diversa senza quell'infortunio a Genova...
"E' dura cadere quando sei all'apice, quella era la mia grande occasione e sono stato sfortunato. Però ho sempre avuto la forza e la passione per riprendere a giocare e non fermarmi davanti alle difficoltà. Purtroppo il calcio è così, quando meno te l'aspetti ti capita qualche incoveniente".
Di soddisfazioni però se ne è tolte tantissime, la più grande però sarebbe stata quella di eliminare la Juventus al Partenio. Quella palla però capito sul piede sbagliato, un gol che avrebbe cambiato la storia...
"Ha detto benissimo, se fosse entrata la palla sarebbe cambiata la storia sia per me che per la Nocerina. Il momento era capitato a me ma non ho avuto la fortuna di segnare. Ci rimasi malissimo, per giorni sono rimasto a pensare su quell'episodio, sarebbe bastato un tocco in meno per eliminare la grande Juventus".
Torniamo al presente, oggi chi è Lorenzo Battaglia?
"Una persona umile, come in campo, che smania dalla voglia di allenare. C'è un sogno però che custodisco sempre nel mio cuore ed è quello di tornare a lavorare a Nocera".
Come allenatore?
"Si vorrei allenare il settore giovanile, far crescere i ragazzi insegnandoli il calcio e dare loro una mano con l'esperienza che ho maturato in tutti i campionati. Ho sempre sperato in una chiamata della società perchè credo che una persona come me poteva trovare spazio all'interno di questa Nocerina. Io e l'amico Nicola Maiorino abbiamo fatto tanto per i rossoneri e speravamo di poter dare una mano anche oggi o in un futuro prossimo".
Dalla Nocerina però nessuna risposta?
"Sono deluso, non solo dalla Nocerina, ma anche da alcuni tifosi perchè credo che meritavo più di altri di potermi inserire all'interno dei quadri societari. Ovviamente le scelte le fa chi dirige ma io ho sempre data piena disponibilità a Nocera che per me è una seconda casa. Credo che persone che hanno fatto la storia di una società debbano in qualche modo essere ricompensate o legate alla squadra stessa".
Lei ha seguito il mercato attuale, la Nocerina sta puntando sulla rosa della passata stagione con l'aggiunta di qualche giovane. Secondo lei c'è bisogno di qualche ulteriore elemento di esperienza?
"Penso che l'esperienza sia indispensabile in un campionato lungo come quello di Serie B e sicuramente la Nocerina acquisterà calciatori di categoria, il ds sta facendo un ottimo lavoro e credo che costruirà un'ottima squadra".
Finiamo con una domanda difficile. Ieri Battaglia, oggi Negro: c'è qualche analogia tra i due numeri dieci?
"Non voglio fare paragoni, Negro è un ottimo giocatore e un grande campione. Però ti rispondo citando le impressioni che ho raccolto per Nocera, tutti i tifosi con cui ho parlato mi hanno sempre ripetuto che: non ci sarà mai un altro Battaglia".


