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Nocerina, Auteri non si tocca

Nocerina, Auteri non si tocca TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
domenica 20 novembre 2011, 17:01Nocerina

Nel calcio in Italia ogni qualvolta una squadra non vince per un certo periodo, il primo a pagare è sempre l’allenatore anche quando le colpe non sono specificatamente sue.

Questo è proprio il caso che interessa in queste settimane il tecnico Gaetano Auteri e tutto l’entourage calcistico molosso. Dopo tre sconfitte consecutive e un rocambolesco pareggio ottenuto oggi con il Vicenza, per una frangia di tifosi e alcuni giornalisti il tecnico siracusano è da sollevare subito dalla guida tecnica della squadra, indicandolo cosi come capro espiatorio di questo inizio negativo della squadra nel campionato cadetto. Dicevamo dell’entourage perché riteniamo che non siano esenti da peccati, a nostro modo di vedere da questa partenza negativa, dirigenza e direttore sportivo. Esponiamo il nostro pensiero in modo da non indurre a equivoci.

Che i tifosi in genere abbiano la memoria corta perché vogliono solo che la loro squadra vada sempre bene è risaputo da sempre perché l’emotività fa da padrone poiché non riescono ad accettare il momento negativo della squadra, e sono portati a cancellare con una certa facilità dalla mente il passato. Prendono come metro di paragone solo il presente. I tifosi passionali, si sa hanno un amore viscerale per la propria squadra e la vorrebbero sempre vincente, pertanto se da parte loro si sollevano contestazioni civili anche se a volte non giuste, si può capire.  Quello che ci viene difficile capire è questa proposta di cambiamento repentino della panchina di Gaetano Auteri che molti addetti ai lavori suggeriscono in modo avventato all’opinione pubblica ( condizionando anche le decisioni di dirigenti ) senza che abbiano le giuste informazioni di come vanno le cose in casa della Nocerina ma basandosi solo ed esclusivamente sui risultati. Noi che seguiamo con scrupolosità il cammino della Nocerina nel suo insieme e non soltanto da quest’anno, crediamo che esprimere la nostra opinione sul cammino della squadra, dirigenza, direttore sportivo e tecnico, da quando ha intrapreso a guidare i rossoneri, sia un dovere, in virtù a chi volesse ancora cimentarsi a emettere “ sentenze “ gratuite, e avere cosi una corretta visione del lavoro in questi due anni della società sportiva Nocerina.

I fratelli Citarella hanno avuto il coraggio di prendere in mano una società che negli ultimi lustri annaspava nel calcio fra dilettanti e professionisti. Hanno proposto un programma per riportare in auge i molossi ed hanno stabilito come tetto massimo la serie cadetta nell’arco di un quinquennio. Come direttore sportivo si è fatto affidamento sul giovane e inesperto Ivano Pastore, passato in breve tempo dai campi di calcio a sedere dietro una scrivania. Come tecnico si puntò su Gaetano Auteri un vero guru per i campionati di Lega Pro. In un anno si sono bruciate le tappe sia perché si è utilizzato il ripescaggio in Prima Divisione e sia per il gran campionato che il tecnico di Floridia ha disputato lo scorso anno, polverizzando sin da subito squadre costruite a suon di milioni di euro per tentare la scalata in serie B, come Taranto, Cisco Roma, Juve Stabia e Benevento. Squadre che non sono riuscite a tenere il passo della Nocerina che era stata costruita per la Seconda divisione e con qualche rinforzo riuscì a prendere conoscenza delle proprie forze in Prima Divisione sin dall’inizio, grazie al lavoro svolto dal tecnico siciliano Auteri. Il passaggio in serie B avvenuto prima del previsto ha indotto la dirigenza a cambiare, erroneamente, strategia, proponendo al D.S. lo stesso budget dell’anno precedente per completare l’organico, costringendo il D.S. Ivano Pastore a “rifugiarsi” in prestiti giovanili e non cercare di dare una giusta fisionomia alla squadra con elementi di categoria. Il tecnico aveva chiesto Farias e Insigne. Arriva solo Farias in prestito come altri giovani che chiudono l’organico numericamente ma che non produrranno  miglioramento a una squadra neo promossa. Si prende Plasmati, fermo da un anno e che sicuramente non può e poteva rientrare negli schemi di Auteri visto quello che poi ha prodotto nelle poche volte che è entrato in campo, e fra recupero atletico, gioco poco producente e prospetto economico non indifferente per le casse della società, non è stato un buon investimento. Una società che vuole mantenere la serie B inizia tracciando le basi con acquisti ( e non prestiti )  di giovani da vivai interessanti. Si prendono elementi di una certa età ( 25-28 anni ) idonei al gioco del mister, di categoria e si cercano di coprire reparti insufficienti come difesa e attacco. Se tutto questo non è avvenuto fino ad oggi, crediamo, almeno questo è il nostro pensiero, che sia stato perché dirigenza e D.S. non avevano una conoscenza gestionale, dirigenziale e tecnica approfondita nel campionato cadetto. Per quanto riguarda il tecnico Auteri, non lo scopriamo certamente noi ora. Ha un curriculum di tutto rispetto, sempre all’apice nei campionati di serie C.

Gaetano Auteri due anni addietro era alla guida del Catanzaro calcio, squadra che militava in Seconda Divisione. La situazione economica era difficile e pertanto non faceva prevedere sviluppi importanti in classifica. Auteri, pur conoscendo i problemi che attanagliavano la squadra calabrese, decise lo stesso di allenare i giallorossi. Riuscì a portare la squadra calabra nei play-off nonostante la penalizzazione di tre punti e perse lo spareggio con la Cisco Roma, squadra romana costruita a suon di milioni di euro. Andò alla Nocerina su segnalazione di Nicola Pannone che doveva “ ricostruire “ dal punto di vista del gioco e dei risultati, poiché in passato aveva dato tanti dispiaceri ai propri tifosi. Il tecnico siciliano gioca un 3-4-3 che a molti può sembrare spregiudicato, ad altri troppo offensivo ma a molti addetti ai lavori un modulo di gioco, quello che applica Auteri, bello a vedere e redditizio a patto però che gli uomini li sceglie lui, perché in Serie C conosce moltissimi giocatori sotto l’aspetto tecnico e tattico. Gioca bene con la Nocerina e vince il campionato, e nel riprogrammare con la società la serie B, forse sbaglia  nell’accettare un programma troppo austero in termini di rifondazione dell’organico.  Tutta l’inesperienza nell’affrontare il campionato cadetto da parte di dirigenza, D.S. e tecnico sta emergendo in questa prima fase di campionato, più marcatamente sotto il profilo tecnico. Per quanto riguarda il gioco di Auteri, nulla si può dire perché la squadra di partita in partita ha dimostrato di essere sempre viva, di giocare al calcio come poche squadre, e di proporre un calcio avvincente. Tutto quello che abbiamo esposto, crediamo che abbiano un nesso agli ultimi risultati negativi che la squadra ha riportato. Questa nostra analisi, del tutto personale condivisibile o meno, non vuole essere una critica negativa, ma uno stimolo a muoversi con più attenzione nei mesi a venire da parte di tutti: dirigenti, direttore sportivo, tecnico, squadra e tifosi. Solo cosi la Nocerina potrà risalire e raggiungere l’obiettivo minimo che rimane la permanenza in serie B.

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