Nocerina, "Auteri, grazie di tutto"
Ci sono allenatori che per conquistare una piazza ci impiegano anni e anni. E, a volte, senza neanche riuscirci del tutto. A Gaetano Auteri, per conquistare Nocera, sono bastate solo poche partite. Un anno e mezzo in rossonero per il tecnico di Floridia, un campionato di Lega Pro vinto e dominato con 21 vittorie in 34 gare. La promozione in Serie B, la Supercoppa di Lega Pro conquistata e la palma, indiscussa, di miglior allenatore del campionato.
Che Gaetano Auteri, siciliano, ex Catanzaro e Siracusa non sarebbe stato un tecnico normale lo si era già capito nel giorno della sua presentazione. Era il 2 luglio 2010, seconda divisione di Lega Pro, con una Nocerina neopromossa dopo aver vinto i play off del campionato Dilettanti. Ad attendere il nuovo allenatore, acclamato già da giorni nei forum rossoneri, c’erano 1000 tifosi. “Non amo fare proclami, le chiacchiere non servono a niente, il responso del campo è quello che conta - sono le prime parole di Auteri in rossonero - il mio obbiettivo principale è quello di far ritornare i tifosi allo stadio, spero di riuscirci”.
Ci è riuscito, Auteri, a far reinnamorare i nocerini della loro squadra. Complice il ripescaggio, a sorpresa, in Prima Divisione, la presidenza di Citarella il cui unico obiettivo era riportare la Nocerina tra le grandi. E complice la squadra che, plasmata dallo stesso tecnico, ha trovato nel gruppo la sua forza, nonostante fosse stata allestita, inizialmente, per un campionato di serie inferiore. Ci è riuscito con i numeri, Auteri, a conquistare il pubblico. Quattro mila tifosi nella prima uscita stagionale in amichevole, contro il Sorrento, e in 700 a Pisa, alla prima di campionato. Con gli occhi degli ultrà che furono illuminati, e quasi abbagliati, dalla prodezza di uno dei giocatori chiave della promozione: Gigi Castaldo. Auteri è la Nocerina, la Nocerina è Auteri, si ripeteva. Una storia fatta di cifre, vittorie, gol fatti e pochi subiti. Ma non solo di numeri. Quello tra Auteri e la Nocerina è stato soprattutto un rapporto umano, di quelli che ti fanno andare allo stadio con la voglia di divertirsi. E se per una domenica non si vince fa niente, “per come gioca ‘sta Nocerina, par o’ Barcellona”, si ripeteva.
Il primo acquisto fu Lele Catania, quando ancora i sogni di essere ripescati in Prima Divisione, erano lontani. Poi arrivarono Negro, Pomante, Marsili. Arcigno, guerriero, molosso e orgoglioso Auteri in panchina. Combattivo dentro e fuori al campo, già dalle prime giornate. Come a Viareggio, il 20 settembre 2010, quando fu espulso dall’arbitro: “Il Viareggio è passato in vantaggio con un gol segnato cinque metri in fuorigioco. Una cosa talmente evidente che mi ha fatto scattare in mezzo al campo, - raccontò Auteri in sala stampa - rimediando poi l’espulsione. Arbitraggio scandaloso, ha permesso ai nostri avversari di giocare a basket più che a calcio". Eppure la Nocerina vinse, ma Auteri non le hai mandate a dire. Né agli avversari, né ai giocatori né ai tifosi, quando c’era da rimproverarli. Come nell’ultima uscita di qualche giorno fa, rivolto “ a quei quattro....” che, secondo Auteri, non rendevano la squadra tranquilla. Parole dette col cuore, senza cattiveria ma con la convinzione di chi nella maglia ha sempre creduto.
“Fuoco”, urlava un tifoso durante gli allenamenti dei rossoneri. “Fuoco”, rispondeva la curva, ogni domenica. I riflettori si accendono su Nocera. Nocera dominatrice, Nocera regina della Lega Pro, Nocera che finisce nei rotocalchi sportivi nazionali e conquista, a suon di punti e record le pagine dei quotidiani sportivi. La svolta con l’Atletico Roma, la presa di coscienza, la coesione del gruppo. Una Nocerina mai vista prima, con il 3-4-3 targato Auteri, il suo modulo: Negro e Catania sguizzanti sulle fasce, Castaldo sempre più bomber al centro. In Lega Pro e in cadetteria. I tifosi ci credono, la città pure, i giocatori più di tutti. Sono felici, si divertono, scherzano. A Nocera si gioca a calcio, finalmente, dopo anni di sofferenze. “La Nocerina di Gaetano Auteri è ancora più forte di quella di Delneri”, intona Maikol Negro nell’autobus della squadra. Con i suoi compagni che rispondono a tono.
E poi Foggia, il gol di Pomante, una Pasqua bagnata dal sapore della vittoria. Si festeggia, tra le strade. Nocera non è mai stata più rossonera in cento anni di storia. Finalmente è Serie B. Sul carro del vincitore ci sono tutti, calciatori e allenatore, presidente e dirigenti. Accompagnati dai clacson delle auto, illuminati dai fuochi d’artifcio, portati come eroi tra le strade della città.
Nocera non dimentica, e uno Special One resterà sempre uno Special One. Nonostante l’esonero, dopo un girone d’andata coronato da un gioco brillante nella prima parte della stagione ma da pochi punti conquistanti. Nonostante il penultimo posto in classifica e la vittoria che manca dal trionfo, e che trionfo, con la Sampdoria. La vittoria a Livorno, le prestazioni a testa alta con Brescia, Torino, Bari, le imprese quasi sfiorate a Padova e Genoa, nella partita di Coppia Italia prima dell'inizio del campionato. In panca sempre lui, mister Auteri. Camicia bianca, cravatta rossa, niente giacca durante i 90' minuti.
Dopo una serie di risultati deludenti in tanti hanno chiesto la sua testa , nonostante i demeriti non siano tutti, o per niente affatto, suoi. C'è chi ha criticato il 3-4-3, chi alcune scelte tattiche e chi ha insinuato litigi, rotture di spogliatoio e dimissioni rifiutate. Voci ufficiali o di corridoio, vere o false che siano ma che hanno rischiato di macchiare indelebilmente quando fatto, e conquistato, in un anno e mezzo.
Voleva riportare la gente allo stadio Auteri, appena arrivato a Nocera. E nel frattempo, con una facilità che è sembrata di un altro pianeta, ha vinto, stravinto, e convinto. Realizzando il sogno di una città intera. Dando la possibilità ai tifosi fuori sede di poter vantarsi con gli amici, e vedere la Nocerina addirittura su Sky e Mediaset Premium, pensate un po'. E non dite che non è una soddisfazione giocare a Fifa 2012 con i colori rossoneri, che per una volta non sono quelli del Milan. Orgoglio cittadino, piccolo campanilismo. Chiamatelo come volete. Storie di calcio e extracalcio, di vita vissuta e a lungo sognata. Di trasferte vicine e lontane, di corse dal lavoro o dalla scuola “perché in Serie B si gioca di sabato e pur di esserci salto anche il pranzo”. Un ciclo è finito con l'esonero di Auteri. E forse, non potendo ormai, a giochi fatti, più cambiare radicalmente la squadra, è stato giusto così. Sulla panchina dei molossi ora c'è Campilongo e siamo sicuri che il nuovo mister farà bene e ci conquisterà presto, magari consegnandoci la salvezza. Per potersi vantare ancora una volta con gli amici di essere nocerino. E perché quello striscione, “Nocera”, che accompagna i molossi in trasferta fa venire i brividi ogni volta che lo guardi. Che sia al Bentegodi, al Braglia o al Granillo. Auteri ha riportato il calcio a Nocera, e lo ha lasciato in eredità. Perchè gli allenatori cambiano, la squadra resta ma gli uomini, i veri uomini, non si dimenticano. E allora, ancora una volta : “Fuoco!”.
Grazie Mister, da tutta Nocera


