GAZZETTA DI MANTOVA - SPALTI GIA' CALDI
Mantova-Padova vale una bella fetta di salvezza e la febbre per la sfida di domani comincia a salire. Non solo perché la prevendita fa registrare buoni numeri (4.700 presenze) e dal Veneto sono in arrivo centinaia di supporter (350 tagliandi di Cisa già staccati). A svegliarsi è anche la Curva Te, con un appello del capo storico Massimo Marchetti che chiama tutti allo stadio.
«Basta divisioni, c’è la serie B da difendere» è il senso della lunga lettera aperta (pubblicata integralmente in pagina) scritta da “Macio” a tutte le migliaia di ragazzi (alcuni ormai con i capelli grigi) con cui ha condiviso trent’anni di vita ultrà. Ed è un appello significativo, che arriva un giorno dopo le frasi forti di mister Serena («dai tifosi stavolta mi aspetto una mano in più, il Martelli dev’essere un’arena») e nel perdurante silenzio - pesante come un macigno - del presidente Fabrizio Lori.
Il popolo biancorosso sa bene che c’è da provare a salvare una stagione, ma soprattutto a difendere una serie B che può essere motivo di sopravvivenza per il club di viale Te nell’anno del centenario che sta per cominciare.
E, visto che da qui alla fine l’Acm giocherà diversi scontri diretti in casa (dopo quello col Padova, ci saranno quelli con Vicenza, Piacenza e Gallipoli), è chiaro che anche l’apporto dei tifosi potrà rivelarsi determinante. Tornare a vedere una Te come quella che trascinava la “Bombonera” ai tempi belli, sarebbe un’iniezione di fiducia notevole per Notari e compagni.
La squadra peraltro è già carica a puntino e non a caso Serena ha ricordato alcuni aspetti della gara di andata («ci furono degli sfottò di troppo») che ai biancorossi non sono andati giù, al punto che il tecnico ha parlato di una «rivincita da prendersi».
Al termine della sfida dell’Euganeo, con il pesante 3-0 sul groppone, una classifica drammatica e gli avversari lanciatissimi verso i primi posti, Emiliano Tarana la prenotò lanciando il suo “anatema”: «Vedremo alla fine - disse - chi sarà davanti fra noi e loro». Sembravano parole buttate lì per rabbia e invece cinque mesi dopo Mantova e Padova sono a un tiro di schioppo, a giocarsi la permanenza in serie B.
Quella trasferta fu una delle più umilianti dell’anno anche per i tifosi biancorossi, sottoposti agli sfottò dei rivali per il “caso” Julio Otaduy, il motivatore sudamericano presentato da Lori alla squadra e ribattezzato santone dai media nazionali.
Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, il simpatico Julio allo stadio non s’è più visto e stavolta caso mai Mantova e i mantovani possono appellarsi al patrono Sant’Anselmo, festeggiato proprio ieri. O, senza scomodare il sacro, puntare su Locatelli, il San Tomas locale che più di una volta quest’anno ha preso per mano la squadra e risolto situazioni molto delicate.


