GAZZETTA DI MANTOVA - SERENA CONTESTATO: "CHIEDIAMO SCUSA"
Non pervenuto. Il Mantova a Empoli marina il turno infrasettimanale e torna a casa con un pesantissimo fardello.
Quattro gol durissimi da mandare giù.
«Per prestazioni come questa bisogna solo chiedere scusa», dichiara Michele Serena, riferendosi anche alla dura contestazione dei tifosi nei suoi confronti.
Il gol in avvio, l’infortunio di Locatelli, il rigore con espulsione. Nulla è andato per il verso giusto. «Ma dopo la rete dell’1-0, in cui qualcosa ovviamente non ha funzionato visto che Vannucchi si è fatto tutto il campo da solo senza essere contrastato, c’era tutto il tempo per recuperare - afferma Serena - e abbiamo avuto anche un paio di occasioni con Cavalli. Quello che ci ha davvero tagliato le gambe è stato il raddoppio su rigore e con espulsione. Abbiamo la tendenza a farci male da soli. E’ assurdo venire su un campo così difficile contro una buona squadra che ha voglia di rivalsa dopo una sconfitta e concedere un uomo. Per noi sta diventando una prassi».
Le risposte di chi ha avuto una chance dopo molto tempo non sono state soddisfacenti. «La prova complessiva è stata sottotono, non tanto dei singoli». E il tecnico aggiunge che «le mie scelte non sono state felici perché altrimenti sarebbe uscito qualcosa di diverso». Spiega anche quel che è successo dopo l’uscita di Tomas. «Ci siamo messi 4-4-2 e siamo riusciti ad andare sulle fasce e produrre qualcosa. Avevo anche pensato di mettere Pellicori nel secondo tempo ma il 2-0 e l’espulsione hanno cambiato tutti i piani e allora ho ritenuto servisse più sabato».
Dopo la pausa peraltro la squadra non ha avuto la forza per reagire.
Come non fosse sufficiente la batosta, da cui sebbene «cercheremo di risollevarci scrollandoci di dosso i quattro gol di stasera», anche gli strascichi preoccupano. «Sono pesantissimi gli infortuni di Locatelli e Grauso e la squalifica di Nicco. Dopo le gare a Grosseto e con il Padova chi l’avrebbe immaginata? Certo centrano poco i problemi in trasferta. E’ da sciocchi complicarsi sempre la vita così».


