Ale e Nunzio, obiettivi diversi ma campioni che parlano la stessa lingua
Li conosciamo, non abbiamo più bisogno di scoprire nulla di loro. Le loro nuove squadre li hanno scelti per le certezze che hanno sempre dato in tutte le loro avventure.
Alessandro Rosina, 30 anni da San Benedetto del Tronto, è praticamente un lusso per la Serie B. Al Parma nasce e cresce calcisticamente, mastica un po' di Serie A ma poi nessuno crede in lui. Nessuno, tranne Urbano Cairo che lo porta a Torino e lo fa diventare il faro dei granata. Promozione servita grazie ai suoi goal e due salvezze consecutive, tutte firmate Rosina. L'ultimo anno di A è drammatico, con il Toro che viene condannato alla retrocessione da Milito, ed Ale sbaglia un rigore decisivo contro il Siena. Il Toro è in B e lo deve sacrificare, quindi arriva lo Zenit.
San Pietroburgo è una città bellissima ed affascinante, ma troppo fredda per uno così caliente con la palla fra i piedi. Il ritorno in Italia è dietro l'angolo ed è proprio il Siena che lo prende. Due stagioni, l'immediata retrocessione ed il tentativo di risalita, stroncato dal rigore sbagliato da Alessandro, ancora una volta.
Il Siena sparisce in pochi mesi per mano di un drammatico craque finanziario e arriva il Catania che lo mette come sempre in cabina di regia.
Gli etnei cercano la prima vittoria in campionato a Vercelli, ma ad attenderli c'è Nunzio Di Roberto, un 29enne campano che ha fatto la spola fra la C e la B, ma che avrebbe avuto il talento per fare molto meglio. Nunzio cresce nella Torres ma debutta in Serie B con la maglia del Napoli (non male per un Napoletano). Da li in poi uno yoyo continuo e carriera che non riesce a trovare la propria isola felice. Schizofrenici passaggi dal Giugliano al Foggia, dal Frosinone al Taranto. Tutto troppo veloce in una storia che stava diventando sempre meno importante.
Ma per dare una dimensione adeguata ad un talento come Nunzio non serve una città, basta il Cittadella. 3 stagioni e mezzo perfette, con goal, assist e giocate utili per salvarsi. Non fa lo stesso nei 6 mesi a Varese, ma adesso è pronto a farlo a Vercelli.
Vercelli è stata la storia del calcio e Nunzio lo sa. Sa che a 29 anni questo è il treno decisivo. Un treno che cerca di non deragliare e non di trasformarsi in aereo, ma Di Roberto è l'unico adatto a mantenere il binario. L'obiettivo è fermare Alessandro, nella speranza che un altro rigore sbagliato, possa segnare la carriera di entrambi.


