Juve Stabia, un anno da favola
Dal Foligno al Cittadella, dalla Lega Pro alla Serie Bwin. L'anno più bello nella storia ultracentenaria della Juve Stabia, sta per chiudersi. Nessun tifoso dimenticherà mai le emozioni vissute negli ultimi 12 mesi. Dalla soddisfazione per l'ingresso nei play-off all'esaltazione per il passaggio del turno contro il Benevento. Dalla gioia per la promozione in B alla magica incredulità per le trasferte di Torino e Genova. All'inizio della scorsa stagione, nemmeno il più incallito degli ottimisti avrebbe scommesso un euro sulla promozione delle Vespe. Ma alla fine anche i più aspri detrattori si sono dovuti arrendere di fronte alla realtà dei fatti. La Juve Stabia, una compagine formata da vecchie volpi e giovani di belle speranze, ha fatto il grande salto dai campetti di periferia ai grandi palcoscenici del calcio italiano e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. Il merito, in primo luogo, è di chi in questa squadra ha investito, cioè i due presidenti Franco Giglio e Franco Manniello, i quali, al loro arrivo, promisero di riportare le Vespe in B nel giro di 3 anni. Segue a ruota il direttore Salvatore Di Somma, l'alchimista del mercato, che anno dopo anno si è dimostrato capace di creare quel mix fra esperienza e freschezza, necessario per dar vita ad una squadra affamata e vincente. Subito dopo viene Piero Braglia, il tecnico grossetano che qualcuno, dopo una partenza problematica, avrebbe voluto frettolosamente mandare a casa, e che invece è rimasto, smentendo le assurde voci sul suo conto e conducendo la squadra verso un settimo posto magico.
Infine vengono i calciatori, coloro che ogni settimana sono scesi in campo per dare battaglia, infiammando i cuori dei tifosi e dando vita all'epica cavalcata gialloblu. Ora che la Serie B non è più un sogno, ma una realtà sempre più concreta, nessuno ha voglia di accontentarsi e, proprio come un anno fa, le Vespe stanno andando oltre ogni più rosea aspettativa, soprattutto considerando l'ingiusta zavorra della penalizzazione che, comunque, alla luce delle prestazioni finora fornite, non sembra aver gravato più di tanto sulle spalle della squadra. Certo, immaginare un San Siro tinto di giallo e di blu sembra quasi fuori luogo, tuttavia questi ragazzi ci hanno già dimostrato che nulla è veramente impossibile per chi crede in quello che fa. La Serie A è più che un miraggio, e chiunque firmerebbe per rimanere in B anche l'anno prossimo, tuttavia sognare è lecito.


