Juve Stabia, quarta in classifica. Se...
Juve Stabia da sola al quarto posto in classifica? Possibile, non fosse per gli errori arbitrali che hanno contraddistinto la prima parte della stagione e che hanno penalizzato oltremodo la formazione di mister Piero Braglia. Infatti, calcolando i torti subiti dalle Vespe in queste prime tredici giornate mancano ai gialloblù 4/6 punti in classifica. Punti pesantissimi che avrebbero proiettato la squadra stabiese in piena zona play-off e se proprio si volesse continuare a parlare di salvezza, la Juve Stabia sarebbe già a metà dell’opera con almeno 22 punti (18 quelli attuali, ndr).
Il dossier dei torti subiti dalla Juve Stabia è giù lungo, pur essendo solo alla tredicesima giornata. Si parte dal debutto contro il Livorno, quando Zito fu espulso frettolosamente dal signor Borriello di Mantova per doppia ammonizione. Il presidente Manniello e mister Braglia contestarono pesantemente soprattutto il primo giallo del tutto inventato. A dirla tutta, quella sconfitta forse fu meritata da una Juve Stabia che soffrì parecchio i toscani che poi s’imposero per 3-1 al Menti.
Stessa cosa, però, non si può dire per la trasferta di Novara alla quarta giornata. Quasi tutti focalizzarono l’attenzione sull’espulsione di Gonzalez che non colpì al volto Figliomeni, passeggiandogli tuttavia sulle caviglie e quindi meritando il rosso diretto. In quell’incontro alla Juve Stabia fu annullato inspiegabilmente un gol a Bruno. Prima si disse che il pallone era uscito prima che Scognamiglio (autore dell’assist) colpisse di testa. Poi che lo stesso Scognamiglio fosse in fuorigioco. Entrambe le valutazioni erano sbagliate. Il gol regolare. E la Juve Stabia avrebbe potuto portare a casa tre punti, invece di uno. Senza dimenticare che nello stesso incontro Alhassan e Bastrini furono autori di falli killer ai danni di Improta. Il signor Di Paolo di Avezzano non li sanzionò con il rosso diretto. Un metro di giudizio diametralmente opposto a quello adottato dal suo collega Emilio Ostinelli che diresse il match tra Sassuolo e Juve Stabia. Passi la prima espulsione di Dicuonzo, ingenuo nell’occasione, ma il fallo commesso da Baldanzeddu ai danni di Berardi era roba da educande rispetto a quelli che subì Improta a Novara. La Juve Stabia restò in nove nei minuti finali, subendo la beffa della doppia inferiorità numerica, quando proprio la squadra stabiese avrebbe dovuto ritrovarsi in superiorità numerica al termine del primo tempo quando non fu espulso Boakye per una manata in pieno volto ai danni di Figliomeni a gioco fermo. Episodi che messi insieme hanno portato i gialloblù a perdere contro la capolista in un match che, con decisioni diverse, poteva servire alla squadra di Braglia per portare a casa almeno un punto.
Nel posticipo di lunedì con il Modena, poi, la Juve Stabia ha subito un vero e proprio scippo. La sequenza in alto, dimostra come il calcio di rigore ai danni di Improta ci fosse tutto: Zoboli sposta leggermente il pallone, Colombi va a vuoto e travolge l’esterno stabiese. Calcio di rigore ed espulsione dice il regolamento, ma non il signor Velotto che ha lasciato correre in maniera inspiegabile. La beffa, poi, è arrivata con il gol di Ardemagni nel finale viziato da un palleggio stile “pallavolistico” di Greco, autore dell’assist. Insomma, la Juve Stabia è passata dai possibili tre punti a portare a casa un pugno di mosche ed un pieno di rabbia. Solo una volta in questa stagione la rabbia è stata trasferita sul campo. Contro il Bari l’arbitro Castrignanò non vide un evidente rigore per fallo di Caputo su Erpen (poi, addirittura multato per simulazione). Sul ribaltamento di fronte proprio Caputo ristabilì la momentanea parità. Ma alla fine ci pensò Mbakogu a scacciare via i fantasmi firmando il gol vittoria.


