Juve Stabia: pacco, doppiopacco e contropaccotto
La dea bendata ha ufficialmente voltato le spalle alla Juve Stabia. Nulla gira per il verso giusto in quel di Castellammare in questo avvio di stagione contrassegnato da tre sconfitte che vanno ben oltre i demeriti evidenziati da una Juve Stabia in crescita esponenziale. Contro il Brescia si è rivista a tratti la squadra gagliarda che ha conquistato lo scorso torneo di Lega Pro Prima divisione a suon di giocate ad alto ritmo e pressing asfissiante, collezionando tuttavia una deludente sconfitta sancita dalla implacabile “legge Feczesin”, con il bomber delle rondinelle che ha sinora deluso solo nel match del San Francesco, quando, contro la Nocerina, mancò l’appuntamento con la rete in due ghiottissime occasioni che lo videro trovare le respinte del palo prima e della traversa poi. Ben magra consolazione hanno rappresentato i complimenti ricevuti da un mister Scienza che, a fine gara, ha evidenziato il come le vespe non meritassero assolutamente la sconfitta. Ad una analisi accurata delle sette reti subìte in queste prime quattro partite si potrebbe evidenziare il come, tra gol rocamboleschi, come quello di Halfredsson del Verona e quello bresciano di sabato, e disastri difensivi, leggasi Empoli e prima realizzazione dell’Hellas, non manchi certo materiale per la Gialappa’s Band: se a ciò si aggiunge un attacco abulico come non mai, la frittata è fittata. La Serie B sta confermando di essere una competizione che non perdona la minima distrazione, soprattutto se poi si sprecano le buone occasioni costruite in avanti in un primo tempo dominato in lungo e in largo. Mister Braglia si è appellato alla malasorte, evidenziando il come nella ripresa sia stato costretto ad operare tre sostituzioni forzate a causa degli infortuni di Maury, Dicuonzo e Mezavilla, ma ciò non basta a motivare il secondo capitombolo interno consecutivo. A questa Juve Stabia manca la giusta esperienza in questa nuova categoria e non si può imputare al solo Danilevicius, reduce da due incontri internazionali disputati in Lituania ed in Scozia, la scarsa vena di un reparto offensivo che si è divorato occasioni in quantità industriali prima di evaporare nella ripresa. Lo “Zar”, tra l’altro, è tutto fuorché al top della condizione atletica e la società lo sapeva da ben prima della chiusura di un mercato in cui ha deciso di puntare su un Sau dalle indubbie potenzialità, ma incolpevole vittima di una disputa tra Foggia e Cagliari che l’hanno costretto ad allenarsi in proprio durante l’estate arrivando al 31 agosto in evidente ritardo di forma. Se al periodo negativo si aggiungono la saudade che ha spinto Cesar a tornare in Brasile e la fuga di Nsereko, con il tecnico toscano che si è detto alquanto indispettito dal comportamento del giocatore ugandese e ha sollevato più di un dubbio sulle possibilità di rivederlo al Menti, il momento no della Juve Stabia è confezionato come in uno dei più classici scatch dell’opera cinematografica “Pacco, doppiopacco e contropaccotto”. Al cinema vi è sempre il lieto fine, a Castellammare tutti sperano che valga lo stesso per questa sfortunata commedia all’italiana.


