Juve Stabia, Manniello: "Abbiamo un'arma in più: i tifosi"
Passi avanti. Piccoli, ma costanti ed evidenti. La Juve Stabia è tornata da Crotone con un punto in tasca - il primo stagionale dopo i ko con Empoli e Verona - ma soprattutto con una certezza assodata: «Questa squadra è competitiva e pronta a vivere una stagione felice anche tra i cadetti». Il pensiero porta la firma di Franco Manniello, co-presidente delle vespe che al riguardo però non aveva mai nutrito dubbi. «Ricordate lo scorso anno in Prima divisione? Perdemmo le prime partite, poi tutti sapete come è andata a finire. Le squadre di Braglia sono così: partono piano, ma quando carburano giocano con le ali ai piedi. Succederà anche quest’anno, ne sono certo...».
Le prime due sconfitte, quindi, non l’avevano preoccupata?
«Assolutamente no. Siamo una neopromossa ed abbiamo cambiato tanto durante il mercato estivo: era inevitabile pagare dazio nelle prime uscite stagionali. A Crotone però ho già visto passi avanti importanti che mi riempiono di fiducia riguardo al nostro futuro tra i cadetti».
In Calabria potevate anche vincere. Come archivia questo pareggio: un punto guadagnato o due persi?
«Si tratta di un buon risultato, senza ombra di dubbio. Perchè ci permette di muovere la classifica e di annullare il -1 in classifica. Ora siamo a 0 punti, il nostro campionato può finalmente partire...».
Cosa le è piaciuto di più della trasferta allo “Scida”?
«La tenuta difensiva, innanzitutto. Dietro abbiamo rischiato poco a differenza delle prime 2 gare, quando invece in molte occasioni eravamo andati in affanno perchè i meccanismi difensivi non erano ancora ben rodati. Ma in generale mi è piaciuta tutta la Juve Stabia. Ripeto: forse qualcuno nutriva dubbi in proposito, ma di certo non il sottoscritto che ha sempre avuto fiducia in Braglia e nel gruppo di giocatori che gli abbiamo messo a disposizione».
Dopo 3 partite che idea si è fatto del campionato di serie B?
«Ci sono 22 squadre, sarà una stagione lunghissima e molto complicata. Credo che col passar delle giornate si delineeranno due mini-campionati: uno composto di 7 o 8 squadre che si giocheranno le prime posizioni ed un altro con tutte le altre che lotteranno per salvarsi».
La Juve Stabia ha come unico obiettivo la salvezza. Presidente Manniello, è ottimista?
«Certo che sì. Abbiamo una rosa composta da 26 giocatori, siamo profondi e competitivi in tutti i reparti. E poi noi abbiamo un vantaggio che molte squadre non hanno: la passione del popolo di Castellammare. Fidatevi, alla lunga un tifo numeroso e caloroso come il nostro farà la differenza anche tra i cadetti».
Per il debutto interno contro il Verona al “Menti” c’erano 8000 persone. Come numeri avete un pubblico che può fare invidia a molte big del campionato di serie B...
«È vero, ma ci tengo a sottolineare anche un’altra cosa che forse è ancora più importante. Col Verona i nostro tifosi sono stati correttissimi nonostante le recenti polemiche che hanno coinvolto Mandorlini (accusato di razzismo dopo un coro contro la Salernitana, ndr). Non so in quanti altri stadi del meridione il tecnico degli scaligeri avrebbe avuto la stessa accoglienza pacifica che gli ha riservato il popolo del “Menti”. Ecco, questa è una cosa che mi riempie d'orgloglio e mi dispiace che nessuno l’abbia sottolineata dopo la partita. Oltre che numeroso e passionale il pubblico di Castellammare è anche corretto e maturo per ben figurare in un palcoscenico importante come quello della serie B».


